Laghetto... stagno... perché no?

Scritto da Cuttlebone il . Postato in Allestimento acquario ed Aquascaping

medaglia3 3° classificato al articoli concorso di Acquariofilia Facile

Come realizzarlo

Accertata la sussistenza delle premesse, e deciso di realizzare il nostro piccolo angolo di natura, dobbiamo decidere:

  • posizione
  • tecnica di realizzazione
  • forma
  • capienza
  • collocazione in terrazzo

Visto che questo capitolo sarà un po' lungo, andiamo per ordine, dividendolo secondo l'elenco...

Posizione

Il pond deve essere esposto alle intemperie e correttamente illuminato; le ore di esposizione al sole dipendono dalla fascia oraria e dalla dimensione della vasca.
Una vasca piccola tende a surriscaldarsi, in estate, diventando potenzialmente pericolosa per pesci, piante ed altri organismi.
Ecco perché si consigliano buone capienze.

Diciamo che una vasca da 200 litri, esposta al sole pomeridiano per 6 ore, riceve un irraggiamento tale da portare la temperatura, in superficie, anche sopra i 30 gradi.
Fortunatamente, la folta vegetazione che predisporremo contribuirà a creare zone d'ombra, mantenendo una temperatura più adeguata nelle zone più profonde; qui, la temperatura sarà inferiore anche di 5-6 gradi.

È meglio posizionare la vasca lontano da alberi a foglia caduca (spoglianti), per evitare che le foglie, cadendo, possano sporcare eccessivamente la pozza.
Vedremo, però, che anche le foglie svolgono un'importante funzione, nella biochimica della vasca, acidificando l'acqua.

Non dimentichiamo che lo stagno non è un soprammobile: una volta realizzato non sarà semplice spostarlo… Quindi, attenzione alla scelta, con un occhio rivolto anche alla sua godibilità.
Una posizione ben scelta lo renderà più fruibile e gradevole nel tempo, aumentando la vostra soddisfazione... e l'invidia dei vostri ospiti.

La posizione, quindi l'esposizione al sole, determineranno le condizioni base per lo sviluppo e la resistenza della vostra vasca.
Il mio primo laghetto, complici erronei consigli, lo realizzai all'ombra.

Laghetto 1

Mi ritrovai ben presto a fare i conti con il freddo inverno... e la spessa coltre di ghiaccio che puntualmente ricopriva tutto.
Niente paura!... Il ghiaccio svolge una importante funzione di isolamento (pensate agli igloo), consentendo all'acqua di non raffreddarsi eccessivamente; la sua presenza garantisce allo strato più profondo una temperatura ben superiore allo zero.

Riassumo un articolo, dal sito blogalileo.com, i cui contenuti sono sotto licenza Creative Common:


Tra 0 e 4 °C l’acqua assume un comportamento del tutto particolare.

Intorno a 0 °C, le molecole sono più distanti tra loro, rendendo il ghiaccio più leggero.
Se la temperatura aumenta, il reticolo si rompe, dando origine a una miriade di molecole unite a coppie; non costituiscono dei cristalli veri e propri, ma sono comunque più leggeri delle molecole d’acqua più calda.

A 4 °C circa, le molecole d’acqua si ritrovano strette al massimo tra loro (maggiore densità).
Infine, sopra i 4 °C, l’acqua si comporta come altri liquidi; le sue molecole si muovono rapidamente portando dunque ad un'espansione.

Trovandosi a contatto con l’aria fredda, la superficie dello stagno si raffredda per prima.
Intorno ai 4 °C (massima densità) tende a inabissarsi, lasciando spazio ad altra acqua, chea sua volta si raffredda e scende.
Il processo prosegue fino a quando l’intero stagno arriva a 4 °C.

A questo punto, l'acqua in superficie si raffredda ulteriormente, ma iniziando il congelamento e quindi alleggerendosi.
Il ghiaccio in superficie isola l’acqua sottostante, che si mantiene sui 3-4 °C.


Ecco perché si consigliano vasche di almeno 50 cm di profondità.
A 5 gradi sottozero, sul fondo del mio laghetto rilevavo ancora +3 °C.

Unica accortezza, prevedere una piccola pompa (che non peschi in profondità) per impedire che il ghiaccio chiuda tutta la superficie, impedendo lo scambio gassoso.
Basta un "buco" della dimensione di un bicchiere.

Se il posizionamento avverrà su una superficie coltivata a prato, tenete conto dello spazio di manovra del rasaerba, per evitare di dovervi cimentare in laboriose operazioni di rifinitura del bordo.

Tecnica (e forma)

lo stagno può essere realizzato mediante semplice scavo in terra, con la stesa di materiale specifico.

Laghetto 2

Questa tecnica permette di sbizzarrirsi nella forma, nell’estensione e nella capienza.
I moderni teli sono estremamente flessibili ed affidabili, consentendo realizzazioni pregevoli e molto naturali.

Laghetto 3

Più comunemente, si utilizzano vasche specifiche, in quanto offrono strutture non deformabili e molto resistenti agli agenti atmosferici:

Vasche pond

Il costo non è eccesivo: si va dai 50 € per le piu piccole, sui 100 litri, ai 200 € scarsi per quelle da 700-800 litri. La mia, da 200 litri, costava circa 70 €.

Vasca pond

Le forme sono molteplici; una volta interrate e mascherati i bordi, non si distinguono da un vero stagno naturale.
Si possono realizzare laghetti anche con contenitori generici, dal costo significativamente più contenuto.

Vasca esterna

Gli unici limiti sono rappresentati dalla forma (troppo regolare), dalla capienza (più limitata) e dalla resistenza agli agenti atmosferici.
Il risultato estetico è ugualmente interessante.

Laghetto 4Bonsai pond di GiuseppeA

Capienza

dall’esame dei punti precedenti, si può facilmente ricavare la capienza del nostro laghetto, ricordandoci che, laddove possibile, più grande sarà lo stagno e maggiore sarà la sua autosufficienza.

Allestimento in terrazzo

La vasca in terrazzo rimane una buona soluzione per chi, pur desiderando uno stagno, non disponesse di uno spazio aperto dove realizzarlo.
Qui, i contenitori potranno essere i più diversi, in funzione dello spazio e, soprattutto, del carico sostenibile dalla struttura (terrazzo/balcone).

Bonsai pondBonsai pond di Enkuz

Non trascuriamo il fatto che una vasca, riempita d’acqua, degli arredi e di un minimo di isolamento o struttura di mascheramento...

Vasca pond imballataIsolamento con polistirolo della vasca di Enkuz

...può superare facilmente i 200 kg.
Meglio quindi verificare, con un geometra, l’effettiva capacita di carico, prima di realizzare il nostro pond.

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