Corydoras, tra acquario e natura

Scritto da Mr. Fix il . Postato in Pesci da fondo

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Diffusione e specie più comuni


I Corydoras popolano un areale molto vasto, sono presenti in quasi tutto il Sudamerica.

Le zone equatoriali del bacino amazzonico ne ospitano una grande varietà, ma la loro diffusione è notevole anche in acque più fresche, nel sud del Brasile, in Paraguay, Uruguay e Argentina.

Importanti presenze sono da segnalare anche in Guyana, Suriname, Venezuela e sull'isola di Trinidad.

Principali zone di diffusione dei CorydorasMolti Corydoras non ancora classificati, ma già diffusi in acquariofilia, sono identificati temporaneamente con la lettera C seguita da un numero.
Vediamone un esempio:

Esempio di Corydoras non classificato: C 19In commercio, se ne reperiscono facilmente circa 30 specie.
Un accenno particolare vorrei farlo sul Corydoras aeneus "albino", tra i più diffusi negli acquari.
In natura non esiste, è stato ottenuto in seguito a selezioni genetiche che di naturale hanno molto poco, e che hanno oltretutto indebolito questa specie, rendendola più soggetta a malattie.

Corydoras aeneus albinoE' ora di fare una breve carrellata, tra le specie più diffuse ed apprezzate dagli acquariofili.
Ci limiteremo ad una veloce descrizione, senza addentrarci troppo nei dettagli; l'intento è quello di pubblicare, in futuro, una serie di schede dettagliate.

Corydoras pygmaeus

È tra i Corydoras più piccoli.
La sua lunghezza, da adulto, è di circa 3 cm; paragonabile a quella di un Cardinale o di un Neon.

Descritto dal tedesco Joachim Knaack, nel 1966, ha il suo habitat naturale nel Rio Madeira, uno dei più importanti affluenti meridionali del Rio delle Amazzoni.

Rio MadeiraIn natura vive ad acidità variabile, tra pH 6.4 e pH 7.4, secondo i capricci del clima.
Anche le durezze variano moltissimo: da un minimo di 2 dGH, si può arrivare eccezionalmente fino a 25.
La temperatura è invece più stabile, tra 22 e 26 °C.


Corydoras panda

Leggermente più grande del pygmaeus, arriva fino a 4 cm di lunghezza, con un aspetto che spiega chiaramente il suo nome

Venne descritto nel 1971 da due olandesi: Han Nijssen e Isaäc Isbrücker.
E ampiamente diffuso in tutto il bacino superiore del Rio delle Amazzoni, comprese ampie zone del Perù.

Rio UcayaliRispetto al pygmaeus, già visto, in questi habitat l'acidità è anche più variabile: da valori alcalini, intorno a pH 7.4, si scende spesso fino pH 6.
La durezza, al contrario, non sale mai sopra i 12 dGH.
L'unico valore in comune è temperatura, tra i 22 e i 25 °C.


Corydoras aeneus

Decisamente più grande dei due già visti, raggiunge i 7 cm di lunghezza, più di alcune specie di Ciclidi nani.

Come abbiamo già visto, venne classificato da Theodore Gill nel 1858.
Forse il Corydoras più diffuso, lo troviamo in zone lontanissime tra loro: dai fiumi della Colombia fino al bacino del Paranà.
E' presente anche sull'isola di Trinidad.

Fiume Yarra (Trinidad)Ovviamente, nei numerosi ambienti che popola, sono stati rilevati valori abbastanza diversi: acidità tra pH 6.5 e pH 7.5, durezza tra 5 e 19 dGH, temperatura tra 21 e 27 °C.

Corydoras paleatus


E' lungo 6 cm, quasi come il cugino aeneus, ma caratterizzato da forme e colori molto diversi.

Sappiamo già che fu uno dei primi, ad essere descritto; se ne occupò Leonard Jenyns, nel 1842.
E' tipico della zona più a sud della fascia tropicale: lo troviamo nel bacino inferiore del Paranà e in vari fiumi litoranei, dell'Uruguay e del Brasile meridionale.Rio ParanaRio ParanaIn natura trova temperature più fresche, rispetto ai Corydoras già visti, intorno ai 20 °C, piuttosto stabili.
Per contro, acidità e durezza sono molto variabili: da pH 6 a pH 7.5, con GH da 5 a 20 gradi.

Corydoras sterbai

Con i suoi 7 cm di lunghezza è anche lui piuttosto grande, per essere un Corydoras.
E' stato descritto anche lui da Joachim Knaack, nel 1962, ovvero dallo stesso scienziato che 4 anni dopo avrebbe classificato il pygmeus.

La principale zona di diffusione è sul confine tra Brasile e Bolivia: il Rio Guaporè.

Rio GuaporèA parte la temperatura stabilissima, tra 22 e 25 °C, è probabilmente il Corydoras che tollera la maggiore variabilità.
Quelle acque subiscono oscillazioni di pH di due interi punti, da 6.0 a 8.0.
Anche le durezze subiscono la stessa sorte: nei periodi più secchi possono arrivare a 25 dGH, per poi scendere a 2 nel periodo delle piogge.

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