Corydoras, tra acquario e natura

Scritto da Mr. Fix il . Postato in Pesci da fondo

medaglia3 3° classificato al articoli concorso di Acquariofilia Facile

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Riprodurre i nostri pesci, in acquario, è una delle esperienze più entusiasmanti del nostro hobby.

Anche con i Corydoras è possibile vivere questa emozione, in particolare con C. paleatus, C. aeneus; C. panda.
Sono le tre specie più facili da riprodurre in cattività.

In natura, la deposizione avviene con l'arrivo della stagione delle piogge.
Dalle abbondanti precipitazioni deriva un innalzamento del livello dell'acqua, oltre ad un abbassamento di temperatura di alcuni gradi.

Con l'ingrossamento dei fiumi, anche la disponibilità di cibo aumenta notevolmente.

Effetti delle piogge tropicaliPraticamente è impossibile ricreare questa serie di cambiamenti, in un piccolo ecosistema come l'acquario.
Possiamo limitarci ad effettuare un abbondante cambio d'acqua, attorno al 30%, abbassando la temperatura di 4/5 gradi.

Ovviamente, in vasca dobbiamo avere Corydoras della stessa specie e di sesso diverso, nel rapporto ottimale di 3 maschi per ogni femmina.
Se tutto procede per il meglio, la coppia che si và a formare assume la posizione detta a "T".

Il maschio, con l'ausilio delle pinne pettorali, trattiene la femmina per i barbigli in prossimità del proprio orifizio anale, da dove emette lo sperma; questo viene inghiottito e passa attraverso l'intestino.
Viene poi espulso tra le pinne ventrali, dove simultaneamente vengono deposte e trattenute le uova.
Una volta fecondate, le uova vengono appiccicate ai vetri, oppure sulle foglie di una pianta.

Uova di CorydorasQuando i miei Corydoras aeneus hanno deposto, ho raccolto 10 uova aiutandomi delicatamente con un dito; poi le ho messe in un recipiente da 3 litri, con l'acqua dell'acquario.
Ho aggiunto anche 2 gocce di Blu di Metilene, per prevenire micosi.
Sostituivo l'80% dell'acqua giornalmente, finché, dopo 5 giorni, le uova si sono schiuse tutte.

Dopo la nascita, ho somministrato pastiglie finemente triturate, oltre a mangime per avanotti a base di artemie.
In questo modo sono riuscito a fare sopravvivere 4 avanotti, che adesso sguazzano allegramente in vasca e misurano circa 3 cm.
Putroppo non sono riuscito a tenere costante la temperatura; probabilmente, le escursioni termiche devono aver provocato la dipartita degli altri 6.

Gli avanotti vanno alimentati dopo il consumo del sacco vitellino; prima con infusori, e dopo circa 7 giorni con naupli di Artemia.

Concludo ringraziando gli autori delle immagini, per averle rilasciate sotto licenza Creative Commons.
Un particolare ringraziamento a Rox per l'aiuto nella stesura dell'articolo.

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