Chromobotia macracanthus (ex-Botia macracantha)

Scritto da Gibogi il . Postato in Pesci da fondo

Luoghi di origine

In natura, il Chromobotia macracanthus è diffuso nelle acque fluviali dell’Indonesia, soprattutto nelle 4 isole principali: Sumatra, Java, Borneo e Sulawesi.

Per effetto del clima monsonico, l'acidità di queste acque può scendere fino a pH 5, per poi risalire a pH 7-7,5.
La temperatura è di 25-27 °C, ma si abbassa di 3-4 °C durante la stagione delle piogge.

mappa Chromobotia

Gli esemplari adulti vivono nei grandi fiumi della foresta pluviale.
Con l’arrivo della stagione delle piogge, a Ottobre, gli esemplari sessualmente maturi migrano lungo i fiumi  più piccoli per deporre le uova, arrivando nelle aree appena inondate.

Gli avannotti rimangono in quelle zone, ricche di microrganismi e larve di insetti, di cui si cibano.
Possono inoltre trovare riparo dalla luce e dai predatori, sotto foglie, rami, detriti e radici degli alberi sommersi.
Raggiunta la lunghezza di circa 3 cm, seguendo l’acqua che si ritira, passano nei fiumi più piccoli dove possono raggiungere la taglia semiadulta.
Diventati abbastanza forti, migrano nei fiumi più grandi dove hanno maggior probabilità di trovare cibo.

Il lungo viaggio per arrivare nelle nostre case.

Il Chromobotia macracanthus, nonostante sia diffusissimo in acquariofilia, non è ancora stato riprodotto in cattività se non in rarissimi casi.
La quasi totalità degli esemplari, presenti nei nostri acquari, proviene dalla cattura.

Stiamo parlando di grossi numeri, 20 milioni di esemplari l’anno, tant'è vero che negli ultimi anni la presenza del Chromobotia, nel proprio habitat naturale, è sensibilmente diminuita.
Le autorità locali, per tutelare la specie, hanno pensato giustamente di regolamentarne la cattura.

E’ imposto il fermo pesca nel periodo che va da Marzo a Luglio, quando l'acqua si ritira dopo la stagione delle pioggie.
Poi è consentito prelevare pesci nel restante periodo dell'anno, fino ad una dimensione massima di 15 cm (la taglia più richiesta si aggira sui 4-5cm), tutelando gli esemplari riproduttori ed assicurando la continuità della specie.

La pesca degli esemplari adulti è consentita solo per scopo alimentare; questo pesce è infatti molto apprezzato dalle popolazioni locali.
La tecnica maggiormente usata consiste nell’usare grosse canne di bambù, lunghe circa due metri, lungo le quali vengono praticati numerosi fori, di diametro tale da lasciar passare solo gli esemplari di taglia consentita.

trappole per  ChromobotiaTrappole di bamboo per la cattura del Chromobotia - Foto di Mikael Håkansson

Queste canne vengono fatte affondare lungo le sponde dei fiumi, legate ai rami degli alberi o a dei  galleggianti.
I piccoli Chromobotia vi si infilano dentro, per trovare riparo; poi rimangono lì anche quando vengono prelevate dai pescatori, che in questo modo li catturano.

pescatore di botiaCattura dei Chromobotia dalle trappole - Foto di Mikael Håkansson

Le canne di bambù vengono essiccate all'aria per circa due mesi, altrimenti rilasciano odori e sostanze sgradevoli ai pesci.

I pesci catturati vengono poi venduti agli esportatori di Jambi, Singapore, Hong Kong e Jakarta, che li fanno crescere fino al raggiungimento della taglia desiderata, in grandi vasche di stabulazione, prima di spedirli in tutto il Mondo.

Lo stoccaggio, presso i grossisti, permette di superare in parte il problema della stagionalità delle catture.
In questo modo si copre il 90% della richiesta del mercato acquaristico; il restante proviene da allevamenti dell’Europa orientale e del Sud-Est asiatico, dove si riesce a riprodurre il Chromobotia con tecniche di induzione ormonale.

Il lungo viaggio, gli acquari poco puliti di grossisti o negozianti, nonché mangimi non adatti, indeboliscono molto il nostro pesciolino, che arriva nelle nostre case magro, debilitato ed esausto, per trovare magari un ambiente non idoneo.
Per questo motivo la mortalità è molto alta, tra i giovani esemplari appena inseriti in acquario.

Tag: