Paracheirodon, il genere più diffuso

Scritto da Rox il . Postato in Caracidi e Ciprinidi

medaglia2 2° classificato al articoli concorso di Acquariofilia Facile

Descrizione

I tre Paracheirodon sono caratterizzati dalla stessa forma, dagli stessi colori e da quasi le stesse dimensioni.
Prima di iniziare, voglio precisare alcuni punti a beneficio dei principianti, a cui questo capitolo si rivolge. I più esperti non hanno bisogno di me, per riconoscere un Cardinale da un Neon.

  • La forma può essere più o meno... "tondeggiante", come per qualsiasi altro animale, in virtù dell'alimentazione.
    Tra i pesci non è evidente come tra gli uomini, ma è noto come certi Cardinali diventino "paffutelli", quando il padrone ha la mano pesante con i mangimi.

    Approfitto per ricordare un dettaglio: quello che i pesci mangiano in un giorno, in molti dei nostri acquari, in Natura talvolta lo mangiano in una settimana.

  • I colori possono essere più o meno accesi, secondo la luce, l'acidità, una condizione di pericolo, di stress, di malattia, ecc.
    Appena trasferito dal negozio, un Neon può perdere quasi completamente il colore rosso, a causa del viaggio in macchina, della cattura e del cambio di ambiente.
    Anche il colore azzurro si attenua parecchio, nella circostanza.
    Questi scolorimenti sono comuni a molte specie; non riguardano solo i Paracheirodon.

  • Le dimensioni, come è ovvio, dipendono anche dall'età del pesce.
    Vedendo un esemplare in un negozio, non sappiamo da quanto sta lì.
    Quando avevo dei Cardinali giovanissimi, insieme ad esemplari di oltre un anno, amici e conoscenti credevano fossero di specie diversa.

In sostanza, l'unico modo per identificarli è guardare il pesce quando è tranquillo ed in buona salute, osservando la distribuzione dei due colori principali, in particolare il rosso.
Riprendiamo l'immagine introduttiva, dove abbiamo sovrapposto tre magnifici esemplari:

Paracheirodon - Il genere

Vediamo chiaramente che il Cardinale (Paracheirodon axelrodi) copre buona parte del corpo con la zona rossa.
Quella striscia parte dalla testa, per poi estendersi fino a metà della pinna caudale.

Negli altri due, il rosso si ferma al peduncolo caudale, mentre la pinna resta semitrasparente.
Nel caso del Neon (Paracheirodon innesi), la striscia rossa prende solo metà del corpo.
Sul Paracheirodon simulans, il colore rosso si estende fino alla testa, come per il Cardinale, ma risulta molto meno evidente.

Tutti e tre hanno una lunghezza di 35 mm circa, compresa la coda.
Si va dai 28-30 mm del simulans maschio, fino ai 40 della femmina di axelrodi.
In tutte e tre le specie, la femmina tende a diventare leggermente più grande, ma l'unico segno evidente di dimorfismo sessuale è il gonfiore della pancia in fase di riproduzione, dovuto alle uova che la femmina sta per deporre.

Riutilizzo ancora la stessa immagine, per mostrare la pinna adiposa, caratteristica distintiva della famiglia dei Caracidi.

Non ci sono certezze sull'utilità di tale ottava pinna.
Alcuni esperti sostengono che migliori la stabilità nel nuoto orizzontale, ma si tratta solo di un ipotesi.

Quello che sappiamo è che, tra i nostri pesci d'acquario, solo i Caracidi ce l'hanno; l'appartenenza alla famiglia è legata proprio alla sua presenza.


Concludo questo capitolo sull'aspetto dell'intero banco, ben più importante del singolo esemplare, sia sull'effetto visivo che danno a noi, sia sulla naturalezza del loro comportamento.

Come la maggior parte dei Caracidi, i Paracheirodon formano gruppi numerosissimi.
In Natura sono state osservate comunità di parecchie centinaia di esemplari.
E' dunque innaturale, per loro, stare in gruppetti di 4-5; per questo motivo ci si sente consigliare di prenderne almeno 10.

Per esperienza diretta, devo precisare che tale numero è appena sufficiente; probabilmente deriva dal fatto che non tutti dispongono di acquari da 200-300 litri, dove ospitarne 70-80 esemplari.
Tuttavia, quando capita di vederli in gran numero, ci si accorge di tutt'altra vivacità.
Anche i colori risultano più accesi, tutto il banco offre uno spettacolo più naturale ed accattivante.

Ovviamente, questo aspetto riguarda soprattutto il benessere dei pesci, non il loro aspetto decorativo.
Ma è un esempio evidente di come le due cose siano correlate.

Passiamo dunque agli habitat naturali, per capire come vivono nei luoghi di provenienza.

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