Paracheirodon, il genere più diffuso

Scritto da Rox il . Postato in Caracidi e Ciprinidi

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L'acquario dei Paracheirodon

Abbiamo visto come il simulans sia un pesce da sconsigliare, per il comune acquario domestico.
Per lui ci vorrebbe un allestimento speciale, di tipo OTRAC (oligo-tropico-acido), ma si tratta di una gestione da super-esperti, che normalmente viene riservata a specie considerate più... "importanti", come S. discus e P. altum.

Per qualche strano motivo, quando un pesce costa 150 Euro viene considerato meritevole di un ambiente adeguato, mentre ad un piccolo Caracide nessuno concede gli stessi diritti.
Su Acquariofilia Facile cerchiamo di contrastare tale atteggiamento, ma cambiare il Mondo non è un'impresa facile.

Vediamo dunque di concentrarci sulle due specie più comuni: Cardinali e Neon, iniziando da ciò che li accomuna.

Per entrambe le specie, occorre un acquario da almeno 60-80 litri, a dispetto delle ridotte dimensioni dei pesci. Hanno infatti una notevole esigenza di nuoto, oltre alla necessità di formare gruppi numerosi.
Si spostano continuamente da un lato all'altro della vasca, offrendo anche un notevole effetto scenico a chi li osserva.
Vanno evitati i cosiddetti "cubi"; la vasca dovrebbe essere sviluppata soprattutto in lunghezza, proprio per favorire i loro continui spostamenti.

I risultati migliori si ottengono con un acquario dedicato, allestito solo per loro, ma purtroppo è rarissimo che qualcuno adotti tale soluzione.
Per qualche motivo, questi pesci di piccola taglia vengono considerati come una "cornice" per specie di maggiori dimensioni, in particolare lo Pterophyllum scalare.
Se da un lato può essere positivo, perché ci costringe a tenerli in vasche più grandi, non dobbiamo dimenticare che in natura questo Ciclide ha, nel piccolo Caracide, una delle sue prede abituali.

Potrebbe andare tutto liscio per un anno, due, forse tre... ma può capitare che un bel giorno, negli "Angelfish", si risvegli un istinto ancestrale.
Da quel momento, per il povero piccolo Paracheirodon, potrebbe iniziare un brutto periodo.
Come se un gruppetto di noi dovesse vivere in uno spazio recintato... insieme ad un Leone maschio adulto da 250 kg.

  • L'acquario per il Neon

Il Paracheirodon innesi è normalmente più facile da allevare in acquario, perché non richiede valori chimici estremi e vuole una temperatura più bassa.
Digraziatamente, proprio la temperatura diventa il suo punto debole.

Sappiamo bene che i mesi estivi possono portare i nostri acquari a superare i 30 °C, e questo può essere letale per lui.
Se non si dispone di aria condizionata, ci sono alcuni trucchi per abbassare la temperatura, ma talvolta non bastano.

La terribile Estate 2011, ad esempio, mantenne la mia abitazione oltre i 30 °C per quattro mesi ininterrotti, con brevi periodi sopra i 35.
Feci il possibile per refrigerare l'acquario, ma a Settembre... i miei Neon erano tutti morti.
Si era salvato soltanto un Cardinale, finito nel mio acquario per un errore del negoziante...
...e non si tratta di una casualità!


  • L'acquario per il Cardinale

Il Paracheirodon axelrodi vive infatti a temperature ben più alte, come abbiamo visto nel capitolo precedente. Non ha alcuna difficoltà a tollerare il caldo di Luglio.

Proprio per questo motivo, viene considerato il compagno ideale del discus.

Questo ciclide, nonostante le sue dimensioni, non è affatto un pericolo per il piccolo caracide.
A differenza dello scalare, non è un temibile predatore dallo scatto felino.
Si tratta di un pesce molto statico; anche quando nuota, la velocità non è certo il suo punto di forza.

Talvolta, durante la somministrazione di mangimi, capita di assistere a scene divertenti.
Un frammento di cibo, a 2-3 cm dalla bocca del "gigante", viene sottratto da un piccolo Cardinale che ci piomba come un fulmine, da un palmo di distanza.

Tra l'altro, le due specie condividono anche gli stessi valori di pH e di durezza. Non è un caso che vengano entrambi considerati "delicati", nelle nostre acque.

  • Altri abbinamenti

Abbiamo già detto, in un paragrafo precedente, che i Paracheirodon danno il meglio di sé in un acquario dedicato, al massimo con Ancistrus o con altri pesci da fondo.
Tuttavia, per chi proprio volesse una maggiore diversificazione, un acquario da 80-100 litri può ospitarli insieme ad alcuni Ciclidi nani.

Per le differenze di valori, di cui abbiamo già parlato, il Neon si abbina con successo all'Apistogramma cacatuoides...

...mentre per il Cardinale sarebbe preferibile l'Apistogramma agassizii...

Non è un caso che anche in Natura, talvolta, condividano gli stessi habitat.

Bisogna sottolineare che tali convivenze, in acquario, rendono estremamente difficili le riproduzioni dei Ciclidi.
Quelle uova vengono viste come un cibo prelibato, da parte di qualunque Caracide; i Paracheirodon non fanno eccezione.

Ovviamente, gli Apistogramma non staranno a guardare; cercheranno in ogni modo di difenderle. Tuttavia, è quasi impossibile mantenere una sorveglianza costante giorno e notte, contro una ventina di ladruncoli che approfittano di ogni minima distrazione.
Nei miei acquari, nemmeno i maestosi scalare  riescono nell'intento, contro quei piccoli diavoli.

  • Le piante

L'ampio spazio di nuoto, richiesto da questi pesci, non consente di introdurre Echinodorus o altre piante "ingombranti", a meno che non si disponga di vasche piuttosto capienti.
Consiglio di introdurre solo piante a stelo, che possano essere potate o sfoltite con facilità, in caso di eccessiva invadenza.

L'habitat naturale di questi pesci è formato soprattutto da legni, radici e foglie secche, perché sotto pH 5.5 diventa difficile per una pianta assimilare il fosforo.
Le specie che Madre Natura consente loro di vedere, ogni tanto, sono soprattutto le due Cabomba tipicamente amazzoniche:
- Cabomba aquatica per il Neon
- Cabomba furcata per il Cardinale

Nelle acque più fresche del Neon troviamo anche una certa presenza di Myriophyllum aquaticum e matogrossense, mentre il Cardinale può incontrare qualche Ludwigia inclinata e zone ricche di Egeria najas.

Ovviamente, gli ecosistemi amazzonici sono molto più complessi di come li sto descrivendo qui, ma in un articolo rivolto anche ai principianti, devo necessariamente parlare di specie comunemente reperibili, nei negozi di acquaristica.

Del resto, la biochimica del Rio Negro non può essere copiata in un acquario.
Nessun filtro biologico può funzionare a pH 5, quindi bisogna sempre ricorrere a qualche compromesso.

Stando a pH 6-6.5, un buon numero di piante a stelo può arricchire l'acquario dei nostri Paracheirodon.
Consiglio comunque di mantenersi su specie endemiche, anche per ridurre la probabilità di avere fenomeni di allelopatia.
Oltre a quelle già viste, possiamo citare Alternanthera reineckii, Mayaca fluviatilis, Echinodorus tenellus, Lilaeopsis brasiliensis (non con le Cabomba).

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