Pristella maxillaris, dall'Orinoco all'acquario

Scritto da Existenz il . Postato in Caracidi e Ciprinidi

Il Pristella Maxillaris è conosciuto anche come “X-ray Tetra” (nei Paesi anglofoni) o “Cardellino acquatico”.
Si tratta di un piccolo pesce sudamericano della famiglia dei Caracidi, descritto per la prima volta da Albert Brennus Ulrey nel 1894.

È probabilmente uno dei pesci più comuni e facilmente reperibili, per gli acquariofili, ed è noto anche per la sua adattabilità, che lo rende il pesce ideale per chi è alle prime armi in questo campo.
L'enorme successo della specie ha portato ad un gran numero di allevamenti; è dunque praticamente impossibile trovare esemplari di cattura.
Il prezzo oscilla intorno ai 2 Euro per esemplare.


Descrizione

Questi pesci, di forma romboidale, raggiungono al massimo i 4,5 cm di lunghezza.
La caratteristica che salta all’occhio è la trasparenza della livrea, leggermente argentata con riflessi cangianti, che lascia intravedere la spina dorsale e gli organi interni.

Le pinne dorsale e anale sono colorate di giallo e nero, ed hanno le estremità bianche.
La pinna caudale invece è tendente al rosso.
Le femmine in età adulta sono leggermente più grandi e dal ventre più tondeggiante, mentre i maschi sono più slanciati; tuttavia si tratta di differenze non sempre evidenti.

Esiste, inoltre, una varietà selezionata in allevamento, chiamata "Golden"...

...che ha la stessa adattabilità della specie naturale.


Distribuzione e Habitat

Pesce del Sud America, delle acque costiere del Venezuela (in particolare nel fiume Orinoco), della Guyana britannica e francese, del Suriname e del nord del Brasile.

Durante la stagione secca vive in ruscelli o affluenti dei fiumi principali, mentre con l’arrivo delle piogge si sposta verso zone paludose vicine alle coste, più ricche di vegetazione e cibo, dove si riproduce.

Rispetto ad altri Caracidi arriva quindi a tollerare maggiori variazioni dei valori dell’acqua.


Comportamento


Si tratta di pesci di banco, particolarmente pacifici e tolleranti verso i coinquilini che hanno in vasca.

Superato un breve periodo di adattamento, sono pesci molto curiosi, attivi e voraci, sempre in cerca di cibo tra le piante, e tutt’altro che timidi.
Come questo, per esempio:

Tuttavia, possono soffrire se in gruppi poco numerosi, o se convivono con pesci predatori di dimensioni maggiori, assumendo comportamenti aggressivi o timorosi.


L’acquario per i Pristella Maxillaris

È necessario tener conto che sono pesci gregari, quindi è fondamentale inserirne un numero di almeno 7 – 8 esemplari.
Per tale numero, le dimensioni minime da considerare per la vasca sono di 60x30, per almeno 60 litri netti, con i seguenti valori dell’acqua:

  • pH: 6,0 – 7,5
  • GH: 5 – 20 dGH
  • Temperatura: 22 – 28 °C

Se è vero che si tratta di un pesce che si adatta facilmente a diverse condizioni, è anche vero che per ammirarlo al massimo della sua bellezza, nell’aspetto e nel comportamento, l’ideale è cercare di ricrearne l’habitat di origine.

Si tratta di un biotopo di acque scure, caratterizzato da fondo di sabbia o ghiaietto fine, acqua leggermente ambrata per la presenza di acidi umici (si possono usare torba o foglie secche), con pH 6, durezza e conduttività basse e temperatura di 26 °C.

È bene inserire radici e rami contorti e non esagerare con la piantumazione.
Volendo ispirarsi, per esempio, al delta del fiume Orinoco...

...possibili piante da inserire sono: Cabomba aquatica, Cabomba furcata, Mayaca fluviatilis, Ludwigia inclinata, Nymphaea rudgeana, Eichhornia Azurea, Echinodorus horizontalis, Echinodorus tenellus, Sagittaria sp.

Compagni di vasca ideali potrebbero essere altri piccoli Caracidi, Ciclidi nani, piccoli Loricaridi e Corydoras.


Alimentazione

Come altri suoi simili è un pesce onnivoro, ma con una predilezione per la microfauna.
Si nutre soprattutto di piccoli invertebrati come vermi, insetti e piccoli crostacei.

In acquario accetta volentieri ogni tipo di cibo, ma per ottenere condizioni ottimali (di sicuro una colorazione più vivace) è importante variare l’alimentazione ed offrirgli, per esempio, Daphnia, Artemia e larve di Chironomus liofilizzate o congelate.


Riproduzione

In natura l’accoppiamento avviene in modo casuale; non si formano coppie e non vi è alcuna cura parentale.
Anzi, è facile che le uova vengano mangiate dagli stessi genitori o da altri adulti.

In acquario avviene abbastanza facilmente; in particolare, la circostanza è favorita dalla somministrazione di cibo vivo.

Se si vuole ottenere una riproduzione controllata è necessario predisporre una vasca a parte, di 30 litri circa, con il fondo molto ricco di muschi, o con una rete che permetta alle uova di cadere sul fondo senza essere mangiate.

L’acqua dovrebbe essere ben filtrata e ossigenata, avere un pH tra 5,5 e 6 e un GH tra 1 e 5, mentre la temperatura dovrebbe stare tra i 26 e i 28 °C.

Una volta pronta la vasca, bisogna individuare una possibile coppia e trasferirla al suo interno di sera.
Il mattino seguente dovremmo trovare le uova. Se questo non accade entro due o tre giorni si può provare con un’altra coppia.

Un accoppiamento comporta la deposizione di ben 300 - 400 uova, che si schiudono dopo circa 24 - 36 ore.
Ovviamente, non tutti diventeranno così:

Dopo pochi giorni, gli avannotti nuoteranno liberamente e potranno essere alimentati con infusori; più tardi, con microworms o napuli di Artemia.

Concludo ringraziando gli autori delle immagini (non tutte mie), per averle rilasciate sotto licenza Creative Commons.

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