Acqua demineralizzata in acquariofilia

Scritto da gibogi (editor: roby70) il . Postato in Chimica dell'acquario

Chissà quante volte avrete sentito frasi come queste:

Non usare l'acqua demineralizzata del supermercato! Non è sicura, usa quella d'osmosi nei negozi specializzati!

Non prendere quella a scambio ionico! Contiene sostanze tossiche dovute alle resine!

Se non è ottenuta attraverso osmosi, rilascia sodio! Non è adatta agli acquari!

Poi un giorno, al supermercato, trovate un'acqua con una etichetta simile a questa:

Acqua demineralizzata

E pensate...

Allora è vero! Le acque demineralizzate non sono adatte all'acquario!

Invece NO!

L'acqua demineralizzata non contiene sostanze tossiche, non contiene sodio, non contiene assolutamente niente di niente!

È semplice acqua, H2O, privata di tutte le sue sostanze disciolte, indifferentemente dal processo con cui è stata ottenuta!

Ma partiamo dall'inizio...

La gestione di un acquario richiede parametri chimici particolari a seconda del biòtopo che vogliamo ricreare.
Ma, a differenza dell'angolo di natura che vogliamo copiare, è un ecosistema chiuso: pH, durezze, nitrati, nitriti eccetera hanno un'importanza diversa da quella che hanno negli ambienti naturali.

L'evaporazione dell'acqua, ad esempio, aumenta le concentrazioni di elementi chimici nell'acquario; usando l'acqua demineralizzata per i rabbocchi ripristineremo i valori di partenza.

Ma non è solo l'evaporazione a variare la qualità dell'acqua di un acquario: foglie marcescenti, deiezioni dei pesci, fertilizzanti, cibo... tutto influisce sulla variazione dei parametri.

Le piante e il dosaggio corretto di fertilizzanti e di cibo aiutano molto la gestione; ma anche l'acquariofilo più accorto si può trovare con valori pericolosi per la flora e la fauna dell'acquario.
L'unico rimedio, a quel punto, sarà il famoso cambio d'acqua.

disperatoAnche lui la pensa come noi...

Con il cambio dell'acqua si diluiscono le concentrazioni all'interno dell'acquario, riportandole ai parametri ottimali.

Purtroppo molte acque potabili nel nostro paese hanno parametri non compatibili con i nostri acquari; siamo così costretti a «tagliare» l'acqua del rubinetto con acqua demineralizzata, in modo tale da avere un'acqua idonea al nostro scopo.

L'acqua demineralizzata può essere ottenuta attraverso due processi: 

  1. membrane ad osmosi inversa;
  2. resine a scambio ionico.

È sufficiente acquistare al supermercato una qualsiasi acqua demineralizzata non profumata per risolvere il problema.

Non vi chiedo di credermi sulla parola: vi propongo un esperimento.
Acquistate al supermercato una confezione di acqua demineralizzata, di quelle per il ferro da stiro; arrivati a casa misurate la conducibilità e vedrete che lo strumento indicherà un valore bassissimo, probabilmente inferiore ai 10-20 µS/cm.
La conducibilità indica la somma di tutte le sostanze disciolte.
Con un valore così basso non può esserci sodio o altre sostanze; altrimenti avremmo un valore molto più alto, fino a diverse centinaia di µS/cm.

Qualcuno quindi si chiederà:

Ma perchè l'etichetta riporta non utilizzare negli acquari e non adatta per usi alimentari?

Semplice: non è stata prodotta per questi scopi.
L’acqua per uso alimentare segue un’altra normativa, con altre certificazioni.
È un po’ quello che succede con l’anidride carbonica: la CO2 è sempre la stessa, ma ne troviamo di alimentare e per usi industriali (saldatura ed estintori).
Le ditte produttrici, con quell’etichetta, si tutelano.

Con questo non voglio dire che si possa bere.
Se bevessimo acqua demineralizzata, una volta giunta nello stomaco inizierebbe ad assorbire sali dal corpo e sentiremmo un leggero fastidio allo stomaco.
Questi sali verrebbero poi espulsi attraverso il processo di diuresi, e noi ne abbiamo bisogno!
Non a caso gli sportivi, che ne perdono molti attraverso la sudorazione, fanno ricorso agli integratori.

Nei prossimi capitoli passeremo in rassegna i vari metodi di produzione dell’acqua demineralizzata e gli addolcitori a sale sodico.
Ho cercato di ridurre il più possibile la parte chimica, in modo tale che la lettura sia semplice e piacevole anche per chi non ha le basi di questa materia.