Prodotti miracolosi per acquariofilia

Scritto da Sini il . Postato in Chimica dell'acquario

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Carbonio organico... con disinfettante

Il problema, ovviamente, non è il carbonio organico.

Tutto ciò che si decompone apporta all'acquario carbonio organico: foglie, alghe, escrementi, cibo per i pesci...

Il problema è come inseriamo in acquario il carbonio organico.

Molti prodotti per acquaristica venduti come «carbonio organico», «carbonio liquido» sono a base di glutaraldeide.

Immagine copiaCarbonio liquido



Cos'è la glutaraldeide?

Ce lo spiega SilvioD:

La glutaraldeide è una molecola lineare a 6 atomi di carbonio.
A temperatura ambiente si presenta allo stato liquido, ha un odore pungente ed è molto solubile in acqua.

 

Molti acquariofili pensano che i prodotti a base di glutaraldeide producano CO2 come le bombole di CO2 o uno dei metodi low-cost per la produzione di CO2 suggeriti su Acquariofilia Facile (zucchero + lieviti, citrato + bicarbonato).

 

Niente di più sbagliato.


Partiamo dal fatto che una aldeide come la glutaraldeide non può ossidare totalmente e decomporsi fino alla formazione di singole molecole di CO2 gassosa nelle condizioni in cui si trova in acquario.
In laboratorio, o in impianto, questo processo richiede condizioni molto severe: acido solforico o nitrico, forti ossidanti (cromo) e, ciliegina sulla torta, l'aiuto di un catalizzatore... tutte cose che in acquario mancano. 
Questo processo prevede prima l'ossidazione dell'aldeide (RCHO) ad acido carbossilico (RCOOH) che si ossida ulteriormente liberando CO2 gassosa.

 

RCHO > RCOOH > R-H + CO2

 

Queste reazioni, a temperatura ambiente, a pH prossimi alla neutralità e in assenza di catalizzatori metallici, non possono avvenire.

La glutaraldeide gioca un ruolo nella crescita delle piante, ma non come CO2 gassosa.
La glutaraldeide entra, in una forma derivata, in un qualche punto del Ciclo di Calvin (la fase oscura della fotosintesi clorofilliana), che è la fase della fotosintesi nella quale la pianta produce zuccheri utili per la sua crescita.

 

fotosintesiFonte: Primaria Mirandola 2.0

 

Si possono solo fare speculazioni teoriche sulle numerosi reazioni chimiche ed enzimatiche cui la glutaraldeide va incontro in un sistema complesso come quello di un acquario, e sul punto esatto del ciclo di Calvin in cui entra.

Quel che è certo è che la glutaraldeide, una molecola a 6 atomi di carbonio, dopo una serie di reazioni che avvengono in acqua, forma delle molecole organiche complesse (probabilmente a 3-4-5 atomi di carbonio) che sono in grado di entrare nel ciclo di Calvin e sostenerlo.

 

Mentre con la bombola e con i metodi alternativi low-cost, si somministra carbonio in forma semplice (CO2) che entra nella prima fase del ciclo di Calvin, con la glutaraldeide si somministra carbonio sotto forma di catene complesse di atomi di carbonio che entrano nelle fasi successive del ciclo.


Abbiamo quindi finalmente trovato un prodotto miracoloso per acquariofilia?

Non proprio, perché la glutaraldeide è un disinfettante per uso ospedaliero, quindi estremamente potente.

Questa è l'etichetta che accompagna i prodotti a base di glutaraldeide in ambito sanitario:

Immagine

Non vogliamo terrorizzarvi ma, semplicemente, mettervi in guardia da un uso disinvolto di questa sostanza.

Lo fa - correttamente - anche Dennerle, che accompagna il suo «carbonio organico» con questa avvertenza:

Dennerle glutaraldeide

Traduciamo:

Con un dosaggio e un uso appropriato, Carbo Booster Max è innocuo per tutti i pesci, le piante, i gamberi, le lumache, i batteri del filtro e altri abitanti dell'acquario, persino con un uso prolungato.

[...]

Per il principio attivo glutaraldeide vale la vecchia regola: è la dose che fa il veleno. In forma concentrata, la glutaraldeide è una sostanza pericolosa - e questo è il motivo del simbolo di pericolo sull'etichetta.

Perché la glutaraldeide è una sostanza pericolosa?

Perché, ad alte concentrazioni, è tossica per gli esseri viventi del nostro acquario.

Ad esempio, da buon disinfettante qual è, essa intacca la flora batterica che noi coltiviamo con tanta passione ed impegno.
Le conseguenze le conosciamo: il rischio di un nuovo «picco dei nitriti» e della comparsa delle alghe filamentose.

Questo secondo rischio è confermato dalla tabella sottostante, che mostra gli effetti della glutaraldeide sulle piante e sulle alghe.

Glutaral jblFonte: jbl.de

Come si può notare, a basse concentrazioni la glutaraldeide sembra favorire lo sviluppo delle alghe.

Ad alte concentrazioni, invece, può essere utilizzato come antialgale.
Con il rischio, come abbiamo detto, di danneggiare la flora batterica.

Possiamo anche usare la glutaraldeide come disinfettante, ad esempio per proteggere le uova dei pesci durante la riproduzione.

Per somministrare anidride carbonica, tuttavia, è forse meglio ricorrere ad altri metodi.


Nota: in alcuni prodotti etichettati come carbonio liquido, troverete la dicitura «polycycloglutaracetal».
E' la stessa cosa. Il polycycloglutaracetal, altro non è che glutaraldeide.

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