La pompa sodio-potassio

Scritto da Sini il . Postato in Chimica dell'acquario

La pompa sodio-potassio in acquario

L'utente di Acquariofilia Facile sa che raccomandiamo sempre di inserire, nell'acquario, la quantità di sodio minore possibile.

Che il sodio non fa bene alle piante lo sapevano anche i Romani.
Dopo la terza guerra punica, gettarono del sale sulle rovine di Cartagine, perché non vi crescesse più nemmeno l'erba.

Le rovine di CartagineLe rovine di Cartagine

A differenza dei romani, noi sappiamo perché non fa bene alle piante. Il sodio contenuto nel sale è antagonista del prezioso potassio: più ne mettiamo nell'acqua, più diventa difficile assorbire uno dei più importanti macroelementi.

Avrete senz'altro notato che, quando il cane del vicino fa pipì sul vostro prato, l'erba muore.
Per forza: la pipì del cane contiene sodio... tanto sodio! Se volete render sodio per sodio al vostro vicino, non dovete far altro che gettare del sale nel suo amatissimo orto! La vostra vendetta sarà... salatissima!

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Qual è dunque la quantità massima di sodio che possiamo inserire in acquario?
Sul forum noi consigliamo di stare al di sotto dei 10 mg/litro, ma in realtà non esiste una soglia, è una progressione.
Un'acqua con 10 mg/litro di sodio non è certo ottimale; ma è senz'altro migliore di una con 20, di una con 30 e così via.
A parità di fattori, la stessa pianta risulterà lussureggiante con il sodio a 10, rallentata a 50, bloccata a 100.

Poi, siamo d'accordo... ci sono specie che crescono addirittura in acqua salmastra, ma è uno dei miracoli dell'evoluzione.
Quelle piante hanno sviluppato, nei millenni, una pompa sodio-potassio da Formula Uno, per potersi adattare a quegli ambienti; questo non significa che il sodio gli piaccia, riescono semplicemente a tollerarlo meglio.

Anche la quantità di sodio, comunque, ha un valore relativo.
Più luce e fosforo sono disponibili, più la pompa è efficace e in grado di contrastare la concentrazione esterna di sodio.
Sotto il sole dell'Indonesia, con buona disponibilità di fosfati, è un motore potentissimo. Una Limnophila, nel suo habitat, se ne frega del sodio... con tutta quell'energia, tira dentro il potassio come un aspirapolvere, perfino in acque salmastre.
Nei nostri acquari, invece, con la luce che riusciamo a fornirle, basta poco sodio per bloccarla, perché la pompa sodio-potassio non ha energia sufficiente.

70e13744d60e82b6e34f2ad3e08c6a39Il sole a Sumatra

A questo punto, però, sorge spontaneo un dubbio...
Quasi tutte le aziende inseriscono, nei loro prodotti, sodio a piene mani.
Come mai? Non sanno che ostacola o impedisce l'assorbimento del potassio?
Certo, lo mettono proprio per quello...

Mi spiego...

Nell'acquariofilia tradizionale, da sempre, quello che conta è il risultato estetico.
Ottenuta una composizione come questa...

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...la crescita delle piante non è un obiettivo da raggiungere, ma un problema da risolvere.
L'acquariofilo vorrebbe che il suo quadretto rimanesse immutato, invece...

'Ste piante non fanno altro che crescere... Maledette... Mi rovinano tutto il layout!
Possibile che non si trovi un modo per bloccarle, o almeno rallentarle?...
Quasi quasi ce le metto di plastica!

Ecco la soluzione: il sodio!
Aggiungendolo ai fertilizzanti, ai sali e a tutto ciò che finisce in acquario, l'acqua raggiunge dei livelli piuttosto alti di questo elemento.
La pompa non riesce a forzare il gradiente e a portare il potassio all'interno della cellula.
Così le piante, private di uno dei principali macroelementi, si bloccano.
In questo modo la crescita delle piante è controllata, e quel bellissimo quadretto resta esteticamente stabile.

Ma se le piante sono rallentate, o addirittura bloccate, chi ripulisce l'acqua dagli inquinanti?

L'acquariofilo! Con secchio, tanica e frequenti cambi d'acqua.

Sul forum di Acquariofilia Facile, invece, la tendenza diffusa è cambiare acqua solo quando è necessario; quindi, inserire poco sodio in vasca.

Siamo giunti alla fine.
Spero di aver contribuito a chiarire il funzionamento della pompa sodio-potassio; ringrazio Rox per gli esempi e le riflessioni che mi hanno aiutato nella stesura dell'articolo.