Bloat e Ciclidi africani

Scritto da Uthopya il . Postato in Ciclidi del Malawi ed altri laghi africani

Prevenzione

Mai come in questo caso, il detto “prevenire è meglio che curare” è stato così valido!!!
La prevenzione si effettua con pochi, semplici, ma importantissimi passi.
Andiamo ad elencarli...

Allestimento ed abbinamento

Un aspetto spesso sottovalutato, ma fondamentale per una buona conduzione del nostro acquario, riguarda proprio i primi passi da fare: l'allestimento in generale, in particolar modo il layout e la scelta dei futuri inquilini.
Non è possibile descrivere dettagliatamente tutta la casistica, per ovvi motivi di spazio.
Nei laghi dell'Africa Orientale esistono più di 1000 specie di Ciclidi, quindi non possiamo scrivere quali specie abbinare, e come ricreare un ambiente idoneo per ogni singolo caso.

Quel che posso consigliare, come primo importantissimo passo, è di informarsi sempre molto bene, sulle abitudini e le attitudini delle specie che vorremmo ospitare.

A volte, un dettaglio tralasciato vanifica gli sforzi profusi per i nostri beniamini.
L'inserimento in acquario risulta poi una fase delicata.
Consiglio di non aggiungere specie in allestimenti ben avviati.

Nella quasi totalità dei casi, si tratta di specie fortemente territoriali; se la spartizione del territorio è già stabile, un nuovo inquilino produce sicuramente delle lotte anche mortali.

Quindi, contrariamente a quanto normalmente avviene per altri allestimenti, sarebbe opportuno attendere ben oltre il canonico mese di maturazione, per poi inserire contemporaneamente tutti gli ospiti.

In questo modo daremo tempo alla flora batterica di insediarsi nell'intera vasca e non soltanto nello volume del filtro deputato alla filtrazione biologica.

Se però, per varie cause si deve introdurre un nuovo inquilino, si consiglia di stravolgere il layout della vasca o cambiarlo almeno parzialmente, favorendo così la ricerca di un nuovo equilibrio tra le specie.

Sotto c'è un immagine di un tipico allestimento con due rocciate separate, per creare due zone distinte per le specie "rocciofile", intervallate da piante alte per ostacolare la visuale reciproca tra i pesci.

Foto di Uthopya

Alimentazione

Dopo aver allestito e avviato il nostro acquario, dobbiamo prendere in considerazione l'aspetto che normalmente fà da "causa scatenante": l'alimentazione scorretta.

Viene quindi spontaneo considerare, come prima misura preventiva, la somministrazione il più possibile varia e misurata degli alimenti.

Si consiglia di utilizzare cibi con una discreta presenza di spirulina e con buon apporto vegetale, anche per le specie "carnivore".

Dobbiamo evitare i cibi congelati in particolar modo il “cuore di bue” e l'Artemia salina (quest'ultima per la mancanza di un carapace e quindi scarsa di fibre) o quantomeno ridurne al minimo l'utilizzo.

Sono infatti molto ricchi di proteine animali (alimento specifico per i flagellati); c'è da tener presente che spesso, nella catena produttiva di questi alimenti, si verificano contaminazioni con vari parassiti e agenti patogeni.
Come profilassi preventiva, si potrebbe somministrare anche del cibo contenente aglio, magari arricchito con vitamine, da elargire almeno una volta alla settimana.
L'aglio è un buon antiparassitario naturale; se assunto regolarmente, aiuta il pesce a mantenere bassa la concentrazione dei flagellati.

Gestione dell'acquario

Questo tipo di allestimento è quasi del tutto privo di piante, o comunque con una presenza che non ci permette una gestione "soft" con pochi cambi.
Dobbiamo quindi mantenere i parametri idonei con qualche "sforzo in più": somministrazione adeguata nelle dosi del cibo, parametri chimici monitorati costantemente e "quasi scolpiti nella pietra", cambi d'acqua regolari.

Si tratta, in realtà, della normale procedura di gestione consigliata solitamente ai principianti, per quasi tutti gli allestimenti; tuttavia, sul nostro forum si consiglia la realizzazione di sistemi equilibrati, in cui i cambi d'acqua possono essere molto diradati.
Questo non vale per il caso specifico, degli acquari "Rift-Valley", proprio in virtù della quasi assenza di piante.

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