Apistogramma agassizii

SCHEDA

Scritto da Emix e Rox il . Postato in Ciclidi nani

L’Apistogramma agassizii è un Ciclide nano tipicamente amazzonico.
Nel genere Apistogramma è probabilmente il più diffuso in acquario, dopo il cacatuoides.
Questo successo non è dovuto soltanto al suo attraente aspetto...

...ma soprattutto alla sua notevole presenza nel vasto territorio di origine.
Agli albori dell'acquariofilia, quando gli allevamenti non esistevano, catturare gli A. agassizii era sicuramente più facile, rispetto ad altre specie.

Il maschio raggiunge la lunghezza massima di 9 cm; presenta una caratteristica pinna caudale lanceolata, la pinna dorsale allungata ed una livrea molto accattivante.
La colorazione può variare significativamente, tra i vari esemplari; ci sono parecchie varianti anche in Natura.

Apistogramma agassizii - MaschioLa femmina arriva a 5-6 cm di lunghezza. Le sue pinne sono arrotondate ed ha un aspetto meno variopinto.
Inoltre, ha la caratteristica di cambiare colorazione quando iniziano le cure parentali.

Apistogramma agassizii - Femmina

Secondo le ipotesi più accreditate, sembra che la variazione di colore sia dovuta ad esigenze di mimetismo, per la protezione dei piccoli.

Diffusione in Natura

E' stato trovato in quasi tutto il corso del Rio delle Amazzoni.
La mappa che mostriamo riporta solo le presenze più significative.

Come si vede dalla carta geografica, gli agassizii sono stati segnalati anche in alcune zone periferiche dell'Amazzonia.

In natura predilige acque poco profonde, a ridosso delle rive, dove le numerose piante ombreggiano la potenza del Sole equatoriale.

Allestimento consigliato

Per un piccolo harem (1 maschio e 2-3 femmine), è preferibile avere un vasca da 100-120 litri, con la lunghezza di almeno 1 m.
Ogni femmina deve avere uno spazio di almeno 40 cm, per poter pascolare senza problemi i propri piccoli.
Per una sola coppia è sufficiente una vasca da 60-80 litri.

Il terreno ideale sarebbe di ghiaia piuttosto fine, perchè gli Apistogramma tendono rovistare il fondo in cerca di cibo.
L'arredamento andrebbe fatto con radici e tronchi, aggiungendo piante galleggianti per filtrare la luce. Dai loro comportamenti in natura, sembra che non apprezzino un'illuminazione troppo forte.

Consigliamo di introdurre uno o più gusci di cocco, che useranno come “tane”.

Una zona con piccoli ramoscelli, oppure foglie secche, offrirà un riparo ad eventuali avannotti.
Ricordiamo che questi pesci nuotano prevalentemente sul fondo, dove si sentono più sicuri.

Valori dell'acqua

  • Temperatura: 23-28 °C
  • Acidità: pH 6.0-6.5
  • Durezza: 2/8 dGH

Va detto che in Natura scendono abitualmente sotto pH 5, talvolta anche a pH 4.
In acquario, tuttavia, tali valori non sono raggiungibili, pena l'azzeramento dell'attività batterica.
E' quindi necessario ricorrere ad un compromesso, tra le esigenze del pesce e quelle del filtro.

Alimentazione

Per mantenere inalterato il suo istinto predatorio, la soluzione migliore sarebbe di alimentare l'agassizii con cibo vivo.
In alternativa, si possono fornire mangimi congelati e liofilizzati proteici.
Ricordiamoci che in natura è carnivoro; andrebbero quindi evitati i mangimi a base di cereali, solitamente reperibili nei supermercati.

Abbinamenti


Piante

Sulla vegetazione, abbiamo già visto che le specie galleggianti sarebbero la scelta più naturale.
Tuttavia, l'inevitabile parzializzazione della luce offre poca scelta sulle  piante sommerse.
L'alternativa consiste nel ricorrere ad alcune specie a foglia larga, che creino comunque zone d'ombra sul fondo.

Se l'acquario ha dimensioni sufficienti, sopra i 150 litri, gli Echinodorus sarebbero perfetti.

Echinodorus grisebachii (o bleheri)In vasche più piccole, le specie più adatte allo scopo sono l'Hydrocotyle leucocephala e l'Alternanthera reineckii.

Alternanthera reineckii "Cardinalis"Questi consigli sono limitati alle specie presenti in Amazzonia, per rimanere nell'habitat naturale dell'Apistogramma agassizii.

Altri pesci

Abbiamo a che fare con un Ciclide generalmente pacifico, con le altre specie, ma che diventa aggressivo durante la riproduzione.

È preferibile evitare l'abbinamento con pesci da fondo, come Ancistrus, Otocinclus e Corydoras.
Innanzitutto popolano le stesse zone dell'acquario, entrando in competizione con gli agassizii per la ricerca di cibo.
Inoltre, la loro "corazzatura" li rende pressoché invulnerabili agli Apistogramma; questo impedisce la difesa delle uova, da parte dei genitori.

Considerando che la convivenza tra Ciclidi ha sempre esiti incerti, l'unico abbinamento che ci sentiamo di consigliare è con Caracidi di piccola taglia, come le specie più comuni del genere Hemigrammus.

Hemigrammus erythrozonus

Riproduzione

È abbastanza facile riprodurli in acquario.
Il corteggiamento inizia dalla femmina, che si pone davanti al maschio mostrando la pancia.
Quando il maschio accetta le provocazioni, entrambi preparano il nido, pulendo il luogo della deposizione.

Spesso scelgono il guscio di cocco, già consigliato per l'allestimento, ma possono deporre anche su foglie larghe, oppure in fenditure di rocce e tronchi.
Più raramente, in una buca sulla ghiaia.
Esaurito tale compito, la femmina espelle dalle 20 alle 60 uova, poi il maschio le feconda.

La difesa dei piccoli è affidata alla madre...

...mentre il maschio controlla il territorio circostante.
Ma in acquari di capienza insufficiente, è possibile che attacchi la femmina fino ad ucciderla.

Note e curiosità

Louis Agassiz era un naturalista svizzero, morto nel 1873; divenne famoso per la sua opposizione alle teorie di Darwin.


Fu molto attivo in Amazzonia, dove studiò parecchie specie all'epoca sconosciute.
Due anni dopo la sua morte, nel 1875, l'ittiologo austriaco Franz Steindachner classificò il nostro Apistogramma dedicandolo a lui.

Il nome, in origine era Geophagus agassizii, perché il genere Apistogramma sarebbe stato introdotto solo nel 1913, ad opera di Charles Regan.
E' interessante notare che Regan nacque nel 1878. Non era ancora nato, al tempo della classificazione di Steindachner.

Il nome scientifico corretto è Apistogramma agassizii, con la doppia "i" finale.
A causa di un diffusissimo errore, la dicitura "agassizi" viene accettata come sinonimo, quantomeno tra gli acquariofili.

Nel ringraziare gli autori delle foto, per averle diffuse sotto licenza Creative Commons, concludiamo questa scheda con la Tassonomia.
Aggiornamento al 2003, ad opera di Sven Oscar Kullander:

  • Classe.................... Actinopterygii
  • Ordine..................... Perciformes
  • Sottordine............... Labroidei
  • Famiglia.................. Cichlidae
  • Sottofamiglia.......... Geophaginae
  • Genere.................... Apistogramma
  • Specie.................... A. agassizii

 

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