Apistogramma macmasteri (e Apistogramma viejita)

SCHEDA

Scritto da Emix e Rox il . Postato in Ciclidi nani

L’Apistogramma macmasteri è uno splendido pesce sudamericano, noto per il suo aspetto decisamente accattivante, in particolare il maschio.
L'Apistogramma viejita, classificato nel 1979 come una specie distinta, secondo alcuni studi è sospettato di essere una varietà del macmasteri.

In questa scheda faremo riferimento al macmasteri, ma quanto esposto riguarda entrambe le specie, perché condividono tutto ciò che può essere interessante per noi acquariofili: luogo di origine, valori chimici, temperatura, capienza dell'acquario, riproduzione, abbinamenti...

Perfino nell'aspetto sono quasi identici, al di là delle normali varianti di colore e del dimorfismo sessuale.
Tra le immagini proposte, alcune potrebbero addirittura essere contestate, secondo certi aspetti considerati distintivi tra le due specie.

Questa scelta si basa su tre considerazioni.

  1. È ampiamente dimostrato, dalle esperienze di numerosi acquariofili, che i due Apistogramma sono soggetti ad ibridazione spontanea, se tenuti nello stesso acquario.

  2. La quasi totalità dei pesci presenti nei negozi, con qualsiasi nome vengano venduti, provengono da allevamenti e sono sempre ibridi.

  3. Le numerose varietà individuate in natura, nei luoghi d'origine, ci portano a ritenere che anche gli esemplari di cattura, i cosiddetti "wild", possano essere frutto di ibridazione spontanea.

Tutto questo renderebbe superfluo, nonché ripetitivo, proporre due schede distinte per descriverli separatamente.
Andiamo dunque avanti basandoci sulle ipotesi più recenti, secondo cui si tratterebbe di un unica specie ed il nome viejita, probabilmente, non dovrebbe nemmeno esistere, in acquariofilia.


Per le sue dimensioni, l'Apistogramma macmasteri rientra nella categoria che noi acquariofili chiamiamo "Ciclidi nani".

Il maschio, da adulto, raggiunge gli 8 cm di lunghezza.
Presenta colori molto accesi, rispetto alla femmina, ed anche una pinna dorsale più alta e più allungata.

La femmina rimane più piccola, fermandosi sui 6cm.
I colori sono meno vivaci, in condizioni normali, ma durante le cure parentali assume una colorazione gialla piuttosto accesa.

Femmina di Apistogramma macmasteri

Diffusione in Natura

È presente soltanto nel bacino del Rio Meta, in Colombia, in particolare nel suo corso superiore.
Questo territorio è attraversato da numerosi rami sorgentizi del fiume, che scendono dalle montagne della Cordillera Orientale.

Come si nota dalla mappa dei ritrovamenti, una piccola presenza di Apistogramma macmasteri è stata segnalata anche nel Rio Caquetà, nella Colombia meridionale.
Sembra, tuttavia, che tale presenza sia opera dell'Uomo, in relazione agli allevamenti per acquaristica diffusi nella zona.

Allestimento consigliato

L'acquario dovrà avere, alla base, la misura minima di 50 x 30 cm.
Per una coppia, una capienza di 60 litri è sufficiente.

L'arredamento dovrà essere composto da legni e radici, posizionati in modo da creare tane e anfratti.
Il fondo deve essere preferibilmente di sabbia o ghiaia fine; come molti Apistogramma, infatti, amano grufolare sul fondo in cerca di cibo.

Scavano anche delle buche, che useranno come nido dove spostare eventuali avannotti.
Si consiglia l'inserimento di uno o due gusci di cocco, messi come degli igloo, che i pesci utilizzeranno come riparo e come tana per la deposizione delle uova.

Anche la vegetazione andrebbe disposta in modo da creare anfratti; si tratta di pesci piuttosto timidi, soprattutto gli esemplari giovani.

Le piante galleggianti aiuteranno a schermare il passaggio della luce, che non sembra molto apprezzata da questo genere di pesci.
Un acqua leggermente ambrata sembra essere preferita.

Valori dell'acqua

  • Temperatura: 23-28 °C
  • Acidità: pH 6.0-6.5
  • Durezza: 2/8 dGH

I dati consigliati, su acidità e durezza, si riferiscono all'allevamento in acquario.
Nel Rio Meta possono scendere sotto pH 5, con durezze praticamente a zero.

Alimentazione

Accetta qualsiasi tipo di mangime, compresi granulati e liofilizzati, ma ricordiamo che si tratta di un carnivoro.
Evitate mangimi a base vegetale, o comunque scarsamente proteici.

Si consiglia di alimentarlo con cibo vivo, ogni tanto, per mantenere inalterato il suo istinto predatorio.
Per variare la dieta, possiamo somministrare cibo congelato, 2-3 volte la settimana.

Abbinamenti

Nella fase riproduttiva diventa molto aggressivo, ma in genere è pacifico e addirittura timido.

Gli esemplari giovani vivono in piccoli banchi, fino a 10-12 esemplari, poi tendono a formare coppie durante la maturazione sessuale.
E' bene separarli dal gruppo, a questo punto, evitando anche la coabitazione con qualsiasi altro Ciclide.

Consigliamo l'abbinamento con piccoli Caracidi, ad esempio l'Hemigrammus bleheri, trovato recentemente anche nel Rio Meta (contrariamente a quanto scritto in un nostro precedente articolo).

Hemigrammus bleheri

Tra le piante, l'abbinamento ideale è con specie di acque tenere, come Cabomba aquatica ed Alternanthera reineckii.
Nell'habitat naturale, la specie più diffusa è probabilmente il Myriophyllum matogrossense...

Myriophyllum matogrossense...che nonostante il nome, venne scoperto proprio in Colombia.

Riproduzione

La deposizione avviene all’interno di tane, nei tronchi o nei gusci di cocco.
La femmina depone dalle 50 alle 80 uova, che si schiuderanno dopo circa 5 giorni.

Delle cure parentali si occupa la femmina, mentre il maschio difende il territorio circostante da eventuali intrusi.

Gli avannotti, dopo l'assorbimento del sacco vitellino, vanno nutriti con naupli di Artemia.

Il cibo dovrà essere somministrato 4 o 5 volte al giorno, in piccole dosi, utilizzando una siringa per indirizzarlo verso di loro.

Note e curiosità

L'Apistogramma macmasteri venne classificato nel 1979, dall'ittiologo svedese Sven Oscar Kullander.
Lo scienziato si interessò a questa specie a partire dal '73, su segnalazione di un'appassionato statunitense, Mark MacMaster... e così abbiamo capito anche l'origine del nome.

Negli anni successivi, Kullander sarebbe diventato il massimo esperto mondiale sui Ciclidi nani, fino a produrre un opera colossale sulla loro classificazione, tra il 1998 e il 2003.

Dal suo lavoro sono emersi alcuni dubbi, sulla tassonomia relativa a questi pesci; proprio quelli di cui parlavamo nell'introduzione, e che vogliamo richiamare in questo capitolo conclusivo.
Sulla classificazione dell'Apistogramma macmasteri, dicevamo, ci sono dei sospetti che riguardano il "cugino" viejita, altrettanto diffuso in acquariofilia.

È probabile, secondo tali ipotesi, che tutti gli Apistogramma venduti come viejita, siano varietà del macmasteri... o quantomeno, ibridi tra le due specie.
Per curiosità, riportiamo alcuni elementi che sono stati considerati distintivi, per più di 20 anni, al fine di distinguere i due pesci.

  • Ci sarebbe una macchia nera, solitamente a forma di "V", sotto la testa del viejita, poco più avanti delle pinne ventrali.
    Nella maggior parte dei casi è difficile vederla, perché il pesce nuota orizzontalmente e non ci mostra quasi mai la zona ventrale.

  • Il macmasteri risulterebbe mediamente più grosso, non tanto nella lunghezza, quanto nella corpotatura più tozza, meno snella del viejita.

  • Infine, l'elemento che per decenni e stato considerato il più evidente: una evidentissima macchia nera sul peduncolo caudale del viejita...


    ...che nel macmasteri sarebbe assente o appena accennata.

Su questi presunti aspetti distintivi non ci sono certezze scientifiche, ma solo le opinioni di acquariofili, più o meno esperti, su riviste specializzate e siti web.
L'unica certezza riguarda uno studio di Michael Miller del 2006, sul DNA di esemplari di cattura, secondo cui si tratterebbe di due specie distinte.
Tuttavia, quello studio si basava su esemplari selvatici, catturati nel Rio Meta e conformi all'olotipo originale, una situazione ben diversa da quella che troviamo nei negozi di acquaristica.

Per quanto ne sappiamo, il vero Apistogramma viejita è decisamente più raro, anche in natura, ed è quasi impossibile trovarlo in un acquario.
E' soprattutto per questo motivo che ci siamo riferiti, in questa scheda, all'Apistogramma macmasteri.

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