Sfondo 3D Esterno per acquario

Scritto da Elia90vr il . Postato in Bricolage

Spero che questa guida possa essere utile a chi, come me, vuole dare un po' più di realismo all'acquario, ma non potendo sacrificare spazio all'interno, decida di realizzare di uno sfondo 3D esterno.

Premetto che certe operazioni, come il taglio di materiali o l'uso di prodotti chimici, possono essere pericolosi; vanno effettuati solo se vi sentite in grado, sempre da persone adulte.

Prima di cominciare, vorrei dire che questo articolo non vuol essere un "manuale di istruzioni", ma una fonte d'ispirazione per chi volesse cimentarsi in un lavoro del genere.
Tecniche o materiali possono essere molteplici; Magari anche di recupero, per spendere meno.

Ecco i vari passaggi...

Materiali necessari

...e relativi costi.

  • Un pannello di polistirolo 120 x 60 cm; 2 € circa:



  • 5 pezzi di compensato da 3 o 4 mm; 6-7 €:

  • Colla vinilica; 6 €:



    Io preferisco usare quella da falegnami a presa rapida, come la Bindulin in foto, ma costa quasi 20 €; se non fate altri lavori di falegnameria va bene un qualsiasi Vinavil.

  • 3-4 tubetti di tempere, dei colori che preferite; 3-4 €:



  • 1 litro di diluente alla nitro; 2 € (in minor quantità non ve lo vendono)



  • 1 vecchio quotidiano (per la cartapesta)



  • 1 barattolo di impregnante; 10 €, ma viene buono anche se fate ritocchi in casa:


    Io preferisco quelli con solvente, piuttosto che a base d'acqua.

 

Attrezzi usati

  • Seghetto alternativo. Ormai si trovano a meno di 20 €, se dovete farne un uso occasionale.
    Se invece lo usate spesso, sicuramente lo avete già
  • 2 pennelli (uno molto piccolo, un altro corto ma largo 2 cm); 2-3 € in un negozio di colori.

  • 1 squadra d'acciaio; 10 €.
    Potreste non usarla, ma per rispettare i parallelismi sarebbe meglio.

  • 1 pennarello qualsiasi, trovato in casa...

  • Coltellino e coltello grosso, ben affilati... gratis dalla cucina.

  • Carta vetrata grana 80 e 180.

Prima fase: copertura in legno

Per prima cosa, cominciamo con la scatola di contenimento, in legno.
Dobbiamo misurare la parte posteriore dell'acquario, poi decidere le misure per la nostra scatola di legno.

Io sono stato preciso con le misure in larghezza, destra e sinistra per intenderci, mentre sopra e sotto ho abbondato di qualche millimetro.
Buttiamo giù uno schizzo e passiamo al taglio del compensato.

Purtroppo, nei vari centri di vendita legno, dovremo farci tagliare i pezzi come vogliono loro; hanno misure standard e mi pare che non taglino sotto i 10 cm.
Ci conviene quindi fare due calcoli, sulle misure di uno o due pezzi grandi, dai quali noi ricaveremo le parti necessarie.

Con l'aiuto di un seghetto alternativo, dopo aver tracciato le linee, cominciamo con il taglio (state attenti a non lasciarci un dito, o qualcos'altro).

Successivamente si passerà alla rettifica dei vari pezzi, con carta vetrata, per rendere perfettamente piane le superfici d'incollaggio.

Per aiutarci a vedere se stiamo "mangiando" nelle parti giuste, appoggeremo il legno ad una sorta di piano di riscontro, come un tavolo di legno (meglio ancora di marmo, vetro, o altra superficie perfettamente diritta).

Passiamo poi all'incollaggio.
Partendo dal fondo, uno ad uno incolliamo i vari lati, con l'accortezza che questi siano in squadra con la base.Per far questo ci si aiuta con la squadra, o alla meno peggio con un cubo, oppure qualcosa che abbiamo in casa e che sia a 90°.

L'incollaggio di spessori così sottili è un operazione delicata; dovremo avere l'accortezza di non muovere assolutamente nulla, nelle 12 ore successive.
Ci aiuteremo con dei pesi sulla parte da incollare, come vedete nell'immagine qui sopra.

Una volta creata la "scatola", dobbiamo tirare bene a piano i punti d'intersezione degli assi (i punti dove un asse e l'altro son stati incollati) con della carta vetrata 80.
Poi passiamo alla loro rifinitura, con una smussatura di tutti gli spigoli con la carta a grana 180, più fine.

Si passa poi alla stesura di una prima mano di impregnante, con relativo ripasso di carta vetrata dopo l'asciugatura.
Questo elimina l'effetto pelo/ruvido sul legno, dato dal tiraggio dell'impregnante.
Infine, una seconda mano d'impregnante per ottenere lo scatolato finito.

 

Seconda fase: intaglio e incollaggio del polistirolo

A questo punto, siamo pronti per la lavorazione del polistirolo.

Per prima cosa incolliamo, sul fondo della scatola, una base di polistirolo tagliata a misura.
Passati 10-15 minuti si può gia lavorare.
Tagliamo a piacimento delle sagome, che saranno poi le nostre rocce, poi le incolliamo...

...lasciano dei piccoli spazi attorno, serviranno da riempimento per la cartapesta.

 

Terza fase: il diluente

Dopo aver aspettato una giornata, per esser sicuri che il polistirolo sia incollato perfettamente, ci armiamo di pennello fine e cominciamo il modellamento del polistirolo, con il diluente alla nitro.

Si preleva una piccola quantità di diluente e la si mette in un recipiente che non si sciolga, come il tappo di un detersivo liquido.
Se volete usare altri recipienti, fate prima una prova, per vedere come reagisce il materiale a contatto col diluente.

Anche qui, lasciamo spazio alla fantasia...
Si procede impregnando il pennello nel diluente, per poi modellare il polistirolo lasciandocelo scivolare sopra.
Vi consiglio di andare molto cauti perché basta una goccia di diluente in più... e vi ritroverete direttamente sul fondo di legno, col materiale completamente mangiato.
Magari, fate prima delle prove.

L'effetto finale è questo:

 

Quarta fase: la cartapesta

Giunti a questo punto, è ora di divertirci con la cartapesta.
Utilizzeremo questa tecnica molto semplice, poco costosa e davvero funzionale, usata fin dai tempi antichi.


 Piccola curiosità: sembra che l’origine della cartapesta sia da attribuire ai cinesi, che intorno all’anno Zero trovarono il modo di utilizzarla... addirittura negli elmi e nelle armature dei guerrieri.


 Per chi non lo sapesse, fare la cartapesta è davvero molto semplice.

A seconda della quantità di cartapesta, di cui avete bisogno, prendete un quotidiano e strappate delle strisce sottili. Lasciatele a macerare nell'acqua per una giornata.
Abbondate pure con l'acqua, che servirà ad agevolare il macero.
Dopo una giornata ecco il risultato:

Come consistenza sarà più o meno come quella di un budino.

Ora dobbiamo renderla più liquida, per essere stesa e capace di indurirsi, una volta asciutta.
Si aggiunge quindi della colla vinilica al nostro "budino". Su mezzo giornale, io ho usato circa mezzo kg di colla.
Si porta l'impasto alla consistenza più adatta ad essere spalmato...

...in tutte le crepe create nel polistirolo.

A lavoro ultimato otterrete un risultato come questo:

Laciatelo asciugare bene in un posto caldo.

Avendo usato parecchia acqua e colla, io ho dovuto aspettare 4 giorni, con conseguenti scaldate a suon di phon e raccolta dell'acqua che colava giù, mettendo il tutto in posizione verticale per velocizzare il processo.

Una volta seccata la cartapesta, procedete ad una copertura ulteriore con una leggera patina di Vinavil.

In qualche ora si asciugherà, permettendo una miglior stesura del colore.

Quinta fase: la pittura

Giunti alla completa asciugatura, si passa alla pittura a tempera (potete provare anche con gli acrilici).
Ricordo che ogni colore creato dovrà essere miscelato in acqua (in modo che si stenda bene) con il 50% di Vinavil.
Altrimenti, la tempera si scioglierà al minimo contatto, anche solo con le vostre dita.

Io non sono un pittore provetto, ma leggendo qua e là ho cercato di reinterpretare le tecniche che usano gli scenografi, per poi metterle in pratica.

Per creare la profondità, solitamente si parte con toni scuri sul fondo; via via che si danno mani di colore, sempre più in superficie, si schiarisce sempre di più la tonalità.

Utilizzando solo due colori, il nero e il bianco, li ho miscelati per ottenere la prima mano di grigio scuro, che ho dato a tutto lo sfondo.

Successivamente, ho dato altre tre mani di colore: due grigi sempre più chiari ed una passata superficiale di bianco.

Ecco il risultato finale:

 

Sesta e ultima fase

Dopo aver lasciato asciugare il colore, per una giornata, ci prepariamo al fissaggio del nostro sfondo 3D.
In questo caso, mostro come ho fatto io; in base alla vostra creatività, usate il metodo che preferite.
Per questo motivo non ho elencato i materiali necessari nella lista iniziale.

Si posiziona lo sfondo, attaccato al vetro posteriore, con del nastro di carta per darci la misura.
Si fissano due staffe a "L", che troverete gia forate in qualsiasi ferramenta, con delle viti da legno.

Tenete uno spessore tra il ferro e la scatola, per agevolare un eventuale riposizionamento dello sfondo, o la sua rimozione.

Fissato lo sfondo, togliete nastro e spessori, poi spessorate di nuovo con del cartone, in modo che lo sfondo aderisca perfettamente al vetro...

...et voilà!

Il vostro sfondo 3D è finito...

...pronto a dare, si spera, un tocco di maggior realismo all'acquario.

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