CO2 da lieviti per acquario (SENZA gel)

Scritto da Rox il . Postato in Bricolage

Dopo lunga esperienza nell'ottenere CO2 da lieviti, con il metodo a gel, e diversi anni di colla di pesce, precisi dosaggi, perdite varie, pentolini, imbuti, frigoriferi e tempi di attesa, nella Primavera del 2011 pensai di rendere le cose più semplici.
Decisi di mettere fine a tutti i fastidi della CO2 con gelatina, di cui si discute da anni.
Tutto nacque dalla fusione di due idee: la damigiana ed il tappo a scatto.

Il nostro impianto sarà sicuro ed efficiente. Potrà essere realizzato da chiunque in circa 20 minuti, senza particolari abilità manuali e con attrezzi che tutti hanno in casa.
Spenderete meno di 10 Euro, per realizzarlo, ed ogni carica vi costerà 50 centesimi.
La frequenza delle ricariche dipenderà dalla capienza dell’acquario e dalla quantità di CO2 erogata, ma possiamo indicare una durata di 1 mese su un acquario medio

Elenco dei materiali e costi

Recatevi in Consorzio Agrario, oppure in un Centro Brico con un buon settore "Agricoltura", ed acquistate:

  • Una damigiana da 5 litri, con tappo a scatto (€ 3.50 per la damigiana, 0.30 per il tappo). Con 90 cent in più, prendete anche il cestello protettivo.

  • Un tubo di gomma da 6 mm (40 cent a metro). L'ideale è quello che si usa per gli aeratori, ma vi toccherebbe andare apposta in un negozio di acquaristica.

    La lunghezza dipende dalla distanza della damigiana dall'acquario.

  • Un raccordo a due vie per microirrigazione (75 cent, in confezione da 5)

Passate poi al settore “Elettricità”, e prendete:

  • Morsetti da elettricista (“Forbox”) da 8 mm. (€ 2.50 in confezione da 5)

Mentre tornate a casa passate in Farmacia, e chiedete:

  • Un deflussore per flebo (€ 1.40)



Avrete anche bisogno di qualche attrezzo piuttosto comune:

  • Un avvitatore a batteria (più lento di un trapano).
  • Una punta da 6 mm
  • Una pinza a pappagallo, detta anche “cagna” o "giratubi". Va bene anche uno schiaccianoci
  • Un taglierino
  • Un accendino

Realizzazione

Foriamo il tappo, inclinando la punta lateralmente, per non prendere il ferro della gabbietta...


...e facciamoci passare il tubo da 6.

Tagliamo il raccordo per microirrigazione, come nella foto successiva.
Per riuscirci facilmente, lo fissiamo nel mandrino dell'avvitatore; poi gli applicheremo il taglierino mentre gira.

Ora forziamo nel tubo la punta del raccordo.
Quello che vedete in foto è un tubo azzurro, di un materiale piuttosto rigido. L'ho usato su una soltanto delle mie tre damigiane, e ritengo preferibile quello trasparente per aeratori.

Spingiamolo dentro, facendo dilatare il tubo, poi forziamo tutto nel foro sul tappo, usando la pinza o lo schiaccianoci.

Il tubo è a posto; ora proviamo la tenuta del tappo.
Se necessario, deformate la struttura metallica in modo che la guarnizione sia ben schiacciata.
Ci siamo, con la damigiana. Passiamo all’altra estremità del tubo, vicino all’acquario.

Rompete la protezione del forbox, con la pinza, prendete soltanto la parte all’interno, di metallo.
Aprite completamente la vite ed infilateci dentro il tubo.
Procuratevi una piccola scheggia di plastica, magari schiacciando un pennarello; poi fate scorrere il forbox dove volete e stringete un po' la vite, mettendo la scheggia di plastica a protezione della gomma.

Chiudete la rotellina del deflussore per flebo, immergete il puntale in acqua, poi schiacciatelo e rilasciatelo, in modo che ne aspiri  un po'.
Ora dovete forzare il puntale ad entrare nel tubo da 6, che viene dalla damigiana. Difficilmente riuscirete a farlo, senza scaldare la gomma con l'accendino.

Alla fine, dovreste aver ottenuto uno shema simile a questo:

Carichiamo la damigiana

Smontiamo il tappo a scatto e portiamo la damigiana sul lavandino. Poi versiamoci 300 g di zucchero e riempiamo di acqua a poco più di metà.
Non stiamo a pignoleggiare sul mezzo litro, questo non è il metodo a gel. Si fa tutto a occhio.
Concludiamo il caricamento buttandoci una bustina di lievito di birra liofilizzato.


Rimontiamo il tappo, stringiamo completamente il forbox e aspettiamo due-tre ore. Fatto!

Rispetto al metodo a gel, diciamo addio a pentolini, tempi di raffreddamento, dosaggi diversi per stagione o zone geografiche, bilance e misurini.
I tempi di attesa si ridurranno e i costi saranno ridotti (la gelatina era il componente più costoso).
Infine, possiamo dimenticare la famigerata SCHIUMA, che non sarà più un problema.

Dopo qualche ora, aprite il forbox per regolare il flusso di CO2.
Attenzione: il giorno dopo, probabilmente l’erogazione cesserà. Bisogna regolare di nuovo.
Forse sarà necessario rifarlo una terza volta, specialmente quando il tubo è nuovo, poi prenderà la forma e tutto diventerà più facile.

Sicurezza

Com'è noto, il vetro resiste pochissimo agli urti. Bisognerebbe evitare che la damigiana possa essere colpita, o che qualcosa ci cada sopra, soprattutto mentre sta in pressione.
Il problema può essere risolto in diversi modi, a vostra scelta...

  • Posizionare la damigiana in un punto nascosto.
  • Proteggerla con un qualsiasi contenitore.
  • Chiuderla nel mobiletto dell'acquario.
  • Coprirla con qualche giro di Bollimball (comune materiale per imballagggi, a bolle d'aria).

Attenzione:
Ricordate che la damigiana può soltanto rompersi per eventuali urti, ma non può esplodere, nemmeno se dimenticate chiuso il forbox (già successo a me, parecchie volte).
La gabbietta metallica del tappo ha una certa elasticità, e cede alla pressione molto prima del vetro; pertanto, se di notte sentite un sibilo, probabilmente è la guarnizione che sfiata... quasi sicuramente, il forbox è rimasto chiuso perché ve lo siete dimenticato.

Per qualsiasi spiegazione, precisazione, approfondimento, vi ricordo che la registrazione su Acquariofilia Facile è gratuita, semplicissima e veloce.

Buon lavoro!

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