Filtro ad aria auto-costruito

Scritto da Diego e Gianni86 il . Postato in Bricolage

Uno degli accessori principali dei nostri acquari è il filtro.
Ce ne sono di interni, esterni, a zainetto... di ogni dimensione e portata. Tra questi ci sono anche i filtri ad aria.
Non sono molto diffusi, e spesso non vengono nemmeno considerati in fase di allestimento.
Eppure, oltre ad essere poco costosi e di una semplicità disarmante, hanno alcune caratteristiche che li rendono particolarmente interessanti, almeno per certi allestimenti.

Ecco alcuni modelli venduti da note aziende di acquaristica:

Sono tutti più o meno validi e con costi nell'ordine di qualche decina di euro, che variano a seconda del produttore e degli eventuali accessori forniti. 

La crisi però sta colpendo tutti, e i nostri salvadanai sono sempre più vuoti...

salvadanaio

Per questo abbiamo deciso di proporre un articolo che ci insegni a realizzare, con pochi euro, uno di questi congegni.

Principio di Funzionamento

Prima di passare alla costruzione, vediamo brevemente il principio di funzionamento di un filtro ad aria.

Questo meccanismo si basa sull'effetto Venturi, lo stesso che talvolta sfruttiamo per disciogliere l'anidride carbonica.

Ecco uno schema:

Un aeratore collegato al filtro ad aria provoca una turbolenza che risucchia l'acqua dalle spugne e la fa fuoriuscire da un tubo in alto. Semplificando, le bolle d'aria che salgono lungo il tubo trascinano l'acqua, aspirandola attraverso le spugne.


Materiali per la costruzione

Mettiamoci all'opera!
Costruiremo il filtro con due spugne: in questo modo sarà possibile il loro risciacquo alternato; la flora batterica ci ringrazierà per l'attenzione. Consigliamo comunque di lavarle solo con acqua dell'acquario, priva di cloro e disinfettanti. 

Materiale:

- 3 gomiti (90°) e un giunto a T (diametro 0,16 cm). Prezzo: 2,00 €

- Tubo rigido con diametro 0.16 cm e una cannuccia rigida (quelle usate per tenere i palloncini nei luna park). Prezzo: 2,00 €

- Spugna per lavare l'automobile. Prezzo: 1,00 € 

Attrezzatura:

Seghetto, coltello a lama lunga, trapano con 2 punte (6 mm e 2,5 mm), accendino e forbici.

Come potete vedere, non serve granché...


Costruzione del filtro

- Prendiamo la spugna e tagliamola, sagomando un parallelepipedo di 10x4x4 cm.
Con un po' di abilità, da una sola spugna riusciremo a ricavarne due della misura voluta.

- Tagliamo due pezzi di tubo da circa 6 cm, che inseriremo nella spugna. Con il trapano e la punta da 6 mm pratichiamo diversi fori per aumentare la portata di aspirazione.

- Con le forbici tagliuzziamo l'interno della spugna per la lunghezza, in modo da creare l'alloggio per il tubo.

- Inseriamo un gomito nel tubicino.

- Ripetiamo questa operazione due volte, in modo da ottenere due spugne di aspirazione e due gomiti inseriti nei tubicini.

- Ora uniamo i due gomiti con i tubicini forati al giunto a T.
Per farlo agevolmente prendiamo l'accendino e riscaldiamo un'estremità dei gomiti facendo attenzione a non bruciarli; una volta ammorbiditi inseriamo il giunto a T ed aspettiamo che si raffreddino.

-  Prendiamo il terzo gomito e lo foriamo all'estremità con la punta da 2,5 mm; quindi innestiamo la cannuccia.

- Tagliamo il tubo di mandata principale, per poi introdurlo nell'uscita rimasta libera del giunto a T (utilizzando ancora l'accendino).
Poi inseriamo il gomito nel tubo di mandata e regoliamo la cannuccia in modo che arrivi all'imboccatura della T. In questo modo l'aria dell'aspiratore risalendo risucchierà l'acqua verso l'alto.

- Una volta prese le misure, introduciamo il gomito e la struttura del filtro sarà terminata.

- Infiliamo quindi le due spugne preparate in precedenza e mettiamo il tutto in acquario.

- Colleghiamo quindi il tubicino dell'aereatore all'imboccatura della cannuccia rimasta libera; una volta azionato l'aeratore il nostro filtro ad aria inizierà a gorgogliare filtrando l'acqua.

Facile, no?


Considerazioni sul funzionamento

Il filtro ad aria è piuttosto efficace per quanto riguarda la filtrazione biologica: il passaggio dell'acqua attraverso le spugne, infatti, è molto lento, più lento di quello solitamente ottenibile con le pompe elettriche.
Questo modesto flusso d'acqua facilita il lavoro dei batteri, che sono svantaggiati da un forte movimento dell'acqua.
Per approfondire, vi consigliamo la lettura dell'articolo Ciclo dell'azoto e filtro biologico in acquario.

La filtrazione meccanica, invece, è modesta.
Generalmente le spugne sono piccole e grossolane e la quantità di acqua che le attraversa è esigua. Di conseguenza non solo non riescono a bloccare tutte le particelle in sospensione, ma la forza di aspirazione è così bassa da non riuscire ad attirare le particelle in sospensione più lontane dal filtro.

Se il filtro ad aria è tenuto completamente immerso, provoca delle turbolenze che disperdono la CO2. In questo caso non è adatto ad acquari in cui la CO2 viene somministrata artificialmente.
Se invece avremo l'accortezza di far emergere il tubo di mandata come nella foto, avremo una portata minore ma non dispersione di anidride carbonica; le turbolenze saranno infatti confinate dentro il tubo fino alla superficie.

Ci sono anche degli aspetti positivi di questo congegno.

È molto apprezzato negli allestimenti dedicati alle Caridina, perché non si rischiano aspirazioni accidentali dei gamberetti appena nati; inoltre, è un'ottima scelta nei piccoli acquari senza impianto CO2, perché l'ingombro è davvero minimo.

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Anche i costi di manutenzione sono veramente modesti: meno di un euro per una nuova spugna che può comunque durare anni.

In conclusione, abbiamo costruito un ottimo filtro per piccoli acquari con minima spesa e poco tempo.

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