Filtro ad aria auto-costruito

Scritto da Diego e Gianni86 il . Postato in Bricolage

Considerazioni sul funzionamento

Il filtro ad aria è piuttosto efficace per quanto riguarda la filtrazione biologica: il passaggio dell'acqua attraverso le spugne, infatti, è molto lento, più lento di quello solitamente ottenibile con le pompe elettriche.
Questo modesto flusso d'acqua facilita il lavoro dei batteri, che sono svantaggiati da un forte movimento dell'acqua.
Per approfondire, vi consigliamo la lettura dell'articolo Ciclo dell'azoto e filtro biologico in acquario.

La filtrazione meccanica, invece, è modesta.
Generalmente le spugne sono piccole e grossolane e la quantità di acqua che le attraversa è esigua. Di conseguenza non solo non riescono a bloccare tutte le particelle in sospensione, ma la forza di aspirazione è così bassa da non riuscire ad attirare le particelle in sospensione più lontane dal filtro.

Se il filtro ad aria è tenuto completamente immerso, provoca delle turbolenze che disperdono la CO2. In questo caso non è adatto ad acquari in cui la CO2 viene somministrata artificialmente.
Se invece avremo l'accortezza di far emergere il tubo di mandata come nella foto, avremo una portata minore ma non dispersione di anidride carbonica; le turbolenze saranno infatti confinate dentro il tubo fino alla superficie.

Ci sono anche degli aspetti positivi di questo congegno.

È molto apprezzato negli allestimenti dedicati alle Caridina, perché non si rischiano aspirazioni accidentali dei gamberetti appena nati; inoltre, è un'ottima scelta nei piccoli acquari senza impianto CO2, perché l'ingombro è davvero minimo.

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Anche i costi di manutenzione sono veramente modesti: meno di un euro per una nuova spugna che può comunque durare anni.

In conclusione, abbiamo costruito un ottimo filtro per piccoli acquari con minima spesa e poco tempo.

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