Le interviste di AF: Tom Barr

Scritto da Cicerchia (trad: roby70, Dandano & nicolatc; supervisione: Paky) il . Postato in Acquariologia generale

Il «metodo Walstad»

D. Da quello che so, non disprezzi i metodi di Diana Walstad: anche tu sostieni che una buona fertilizzazione in colonna può sostituire quella del fondo, e che si possa gestire un acquario senza cambi di acqua.
Questo è il nostro approccio: cerchiamo di capire cosa vogliono le piante evitando  di fertilizzare se non è necessario.

R. Conosco personalmente Diana Walstad, così come conosco Dorothy Reimer. Quest’ultima è in qualche modo il mentore di Diana Walstad come lo è di molti altri nella Aquatic Gardener's Association (https://www.aquatic-gardeners.org e nella Aquatic Plants Mailing Digest (APD) (http://fins.actwin.com/index.php). Abbiamo fatto un bel viaggio insieme per un convegno in Australia.

Le mie idee sono sempre fondate sull’osservazione: se qualcuno riesce a fare e fa le cose in un certo modo raggiungendo il suo obiettivo, allora il suo metodo è chiaramente valido. Lei lo ha fatto: ha verificato le sue idee; molte cose erano corrette, poche altre non lo erano. Anche alcune mie idee erano sbagliate ma, al contrario di lei, non ho scritto un libro nel lontano 1998 e non c’è, quindi, qualcosa di scritto a testimoniare questi errori.

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Il fondo fertile funziona molto bene ed è semplice da usare per la maggior parte delle persone perché fornisce una riserva. Tuttavia può essere inefficace per gli acquariofili inesperti, che possono anche combinare disastri perché non ascoltano i suggerimenti e prendono scorciatoie. In questo modo tali metodi guadagnano una cattiva reputazione e si diffonde l'idea che non funzionino.

Credo che il più grande fattore che ostacola la diffusione e l’adozione del metodo [Walstad] tra gli acquariofili sia questo: mancano aquascape belli creati con quel metodo.
Tuttavia le cose stanno cambiando: numerosi aquascapers di alto livello stanno iniziando a provarlo, ottenendo splendidi risultati, con cure e manutenzioni di routine molto semplici.

Un aquascape bello (oppure uno brutto) non definisce un metodo; un aquascape gradevole può essere ottenuto con qualunque metodo. Richiederà più impegno e lavoro che se fosse fatto con un altro metodo; ma è possibile realizzarlo, se l’acquariofilo è esperto.

Nei primi anni 2000 ho voluto seguire un approccio differente dal suo, giusto per vedere la relazione tra alghe e fertilizzazione in colonna.
Così ho stimato i tassi di crescita in assenza di erogazione di CO2 rispetto a quelli amplificati dall'erogazione, che erano circa 10-20 volte maggiori. Quindi ho preso l’EI e ho ridotto i dosaggi di 1/20. Fertilizzavo una volta a settimana, una routine piuttosto semplice: intervalli più lunghi tra i cambi d’acqua e molte meno potature.
L'obiettivo di molti acquariofili, perfino tra coloro che usano la CO2.

Per essere chiari: questo hobby non somiglierebbe nemmeno a ciò che è oggi senza l’utilizzo della CO2. L’erogazione di CO2 rende possibile il giardinaggio intensivo; tuttavia, mantenere l’acquario piantumato ben potato e curato richiede molto impegno e lavoro.

A me piace avere numerosi acquari, così sta crescendo il numero di quelli senza CO2.
I gamberetti si riproducono meglio e molti pesci sono più felici in acquari senza CO2, che hanno semplicemente molti meno problemi di quelli con la sua erogazione: meno alghe, maggiore stabilità ecc.

D. Potresti chiarire meglio? Sostieni che un acquario senza CO2 funzioni meglio? Io lo trovo addirittura più complesso da gestire. Che rapporto c'è tra la CO2 e le alghe?

R. Le vasche senza CO2 sono più semplici, ma difficili per molti neofiti perché non ascoltano tutti i consigli: sentono solo «senza CO2» e questa parte gli piace.
Molti aggiungono anche troppa luce, ma questo vale sia per gli acquari con CO2 che senza, con luce più bassa o più alta, senza cambi o con un sacco di cambi ecc.

Le alghe sono minime senza erogazione di anidride carbonica: sia con un fondo ricco di fertilizzanti, sia con un colonna ricca che con entrambi. Le BBA sono quasi inesistenti; e se pure qualche alga dovesse comparire, è spesso semplice da rimuovere.

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D. Ok, proseguiamo...

R. Per quanto riguarda la fertilizzazione in colonna rispetto a quella nel fondo: la migliore gestione è avere i nutrienti in entrambi i posti. Tuttavia possono anche funzionare bene singolarmente: molti non hanno la possibilità fisica o economica di acquistare un fondo come l’ADA aqua soil, molti useranno semplicemente sabbia (che è una buona opzione). Ma soprattutto, e questo vale anche per gli acquari con erogazione di CO2, avere nutrienti sia in colonna che nel fondo è quello che funziona meglio nella gestione dei fertilizzanti.

Sostanzialmente abbiamo una scorta per ciascun metodo: quando in un posto si esauriscono i nutrienti, l’altro funge da riserva.

D. Il tuo sembra un approccio molto eclettico...

R. Credo di non avere alcuna predilezione per un metodo particolare, principalmente perché ho esperienza ad alto livello con tutti i vari metodi: ad esempio, posso realizzare un aquascape con uno qualunque di essi.

Quando arrivi a questo punto, nessuno dei chiacchieroni egocentrici che dominano i forum ti infastidisce più e puoi distruggere quelli che sostengono che il loro metodo sia il migliore per tutti.

L’ego è l’anestesia che attenua il dolore dell’ignoranza.

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Poiché gli obiettivi [degli acquariofili] sono diversi, nessun metodo sarà perfetto per gli obiettivi di tutti gli acquariofili. Quindi, per aiutare più persone e non restare bloccati con un singolo metodo, è utile imparare ad usare ciascun metodo al meglio. Solo perché un acquariofilo ha problemi con un metodo, non significa necessariamente che anche gli altri ne avranno.

Alcuni metodi - come il primo PMDD - avevano un fattore limitante come parte del metodo stesso; questo può essere un problema… ma funzionano ancora. Semplicemente non saranno adatti agli obiettivi di tutti gli acquariofili. Ecco perché non molti li usano, attualmente.
I metodi di fertilizzazione in colonna e nel fondo vanno bene per raggiungere gli obiettivi della maggior parte delle persone.

La CO2 è la parte più difficile, in particolare negli USA dove si crede che una luce sempre più forte sia la cosa migliore. In Europa e Asia, comunque, ci sono meno problemi su questo argomento.

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