Ludwigia inclinata verticillata

Scritto da Rox il . Postato in Piante per acquario ed alghe

La Ludwigia inclinata è una pianta piuttosto comune, in Sudamerica, ma tra gli acquariofili è conosciuta soprattutto per la più rara varietà verticillata.
In tale variante naturale, è forse la più spettacolare tra tutte le piante d'acquario.


Quasi sempre, l'impatto visivo che produce porta le altre specie a fare da contorno, mentre lo sguardo dell'osservatore si concentra solo su di lei.

In questo articolo tratteremo solo le due varianti più note: Ludwigia inclinata "Cuba" e Ludwigia inclinata "Pantanal".
Esiste anche una variante con caratteristiche intermedie, chiamata Ludwigia inclinata "Araguaia", ma è praticamente impossibile da trovare in commercio, perlomeno qui in Italia.

Sul nostro forum, la "Cuba" è stata scelta addirittura come icona rappresentativa, per la sezione "Piante":


E' bene sapere, tuttavia, che l'aspetto della pianta può variare significativamente, secondo le condizioni di coltivazione.
Purtroppo, si tratta di una delle piante più difficili da coltivare in acquario.

Curiosità e diffusione in natura

La Ludwigia inclinata è diffusa in quasi tutta l'America Latina, dal Messico in giù.
Fanno eccezione Argentina e Cile, fuori dalla fascia tropicale.
Vediamo la mappa dei ritrovamenti...


Sembra che questa specie abbia la precisione di un'Astronomo!
Se volessimo individuare i due tropici, del Cancro e del Capricorno, potremmo usarla come riferimento.

Proviamo ad aggiungerli, sfruttando l'immagine precedente:

Credo proprio che non servano ulteriori commenti...
Vediamo di capire, invece, perché ha un nome così complicato.

Venne descritta per la prima volta nel 1781, dal biologo più famoso della Storia: Linneo.
Lo abbiamo già incontrato, in altri articoli...

Fu lui a chiamare "Ludwigia" questo genere di piante, intitolandole ad un suo collega tedesco: Christian Gottlieb Ludwig.
Prima di morire
, nel 1773, Ludwig aveva infatti collaborato con Linneo alla Classificazione Binomiale, quell'opera che avrebbe portato lo svedese nei libri di scuola di tutto il Mondo.

L'inquadramento nella tassonomia ufficiale si ebbe oltre un secolo più tardi; parliamo del 1894 e di un botanico cubano: Manuel Gómez de la Maza.
Per questo motivo, in tutte le pubblicazioni scientifiche, il nome della pianta riporta due riferimenti:

Ecco un esempio!

Il secondo è il nome di Gomez, ma prima, tra parentesi, c'è un (L.f.) che si riferisce a Linneo.

Il termine inclinata non ha bisogno di spiegazioni.
Venne chiamata così per la sua abitudine, piuttosto spiccata, di orientarsi verso la luce.
Vedremo più avanti che è proprio quella, la luce, l'esigenza più importante per questa specie.

Con verticillata, invece, si indica una pianta che ha le foglie disposte tutto intorno allo stelo, come i petali di una margherita.

In sostanza si tratta di un aggettivo, un termine tecnico, che in questo caso individua un particolare ecotipo.

Come abbiamo già visto, le due varianti più diffuse prendono il nome dai presunti luoghi d'origine, o quantomeno dal primo ritrovamento certificato: Ludwigia inclinata "Cuba" e Ludwigia inclinata "Pantanal".

Anche quella più rara, la "Araguaia", ha un nome di origine geografica.
E' infatti così che si chiama un fiume, un affluente del Tocantis, al limite sud-orientale dell'Amazzonia

Dove si trova Cuba lo sappiamo un po' tutti, mentre il Pantanal è un po' meno conosciuto.
Si tratta di un'immensa zona paludosa (sì... lo so... si era capito dal nome...) di 150'000 km2, nella regione del Mato Grosso.

È prodotta dalla grande massa d'acqua portata a valle dagli affluenti del fiume Paraguay, dove il terreno è quasi privo di pendenza e non c'è deflusso.
Approfittiamo, ancora una volta, della solita carta geografica.


Le due varietà differiscono tra loro nelle dimensioni e nel colore rosso, che nella "Cuba" è più vivace, ma più concentrato nella parte alta.


Tale colorazione, caratteristica principale della pianta, può essere più o meno evidente in base alla luce disponibile... ma ne parleremo più avanti.

Concludiamo questa parte, invece, dicendo che appartiene alla famiglia delle Onagraceae, così ci siamo tolti il pensiero...

Ricapitolando...

Normalmente non usiamo quattro termini, per definire una pianta.
Nelle conversazioni tra acquariofili, di solito, siamo abituati a due: Egeria densa, Rotala rotundifolia, Bacopa caroliniana...
Al massimo, può capitare di usarne tre: Pogostemon stellatus "Octopus", Hygrophila polysperma "Rosanervig"...
Non capita spesso di dover dire Ludwigia inclinata verticillata var. "Cuba".

Come se qualcuno ci chiedesse: "Che macchina ti sei comprato?"
Nella maggior parte dei casi, basta dire "Fiat 500", specificando soltanto marca e modello.
Nel caso della nostra Ludwigia, trattandosi di una "versione" un po' particolare, siamo costretti ad essere più precisi; come se dicessimo: "Fiat 500 Cabrio con motore Diesel".

Descrizione ed esigenze

La varietà "Cuba" diventa alta fino a 40 cm. Presenta foglie strette e sottili, fino a 6-7 cm di lunghezza, dotate un picciòlo piuttosto corto.
Gli steli possono raggiungere i 4-5 mm di diametro.

Ludwigia inclinata verticillata "Cuba"La "Pantanal" rimane più piccola, circa la metà, mantenendo inalterate le proporzioni.
Anche lo stelo ha un diametro ridotto, fino a 2 mm o poco più.

Ludwigia inclinata verticillata "Pantanal"Nelle foto è difficile interpretare le dimensioni, ma appare evidente quanto detto nel capitolo precedente: nella "Pantanal", la tendenza al rosso è distribuita più uniformemente.

Al momento dell'acquisto, è possibile che la pianta si presenti con una lamina fogliare ben più ampia, irriconoscibile.
Non si tratta di un'altra specie... è stata semplicemente coltivata in forma emersa, dal produttore.

La velocità di crescita è piuttosto alta, se viene coltivata con luce intensa e CO2 abbondante.
Ma sfido chiunque ad ottenere buoni risultati, con modalità differenti.
Con questa specie, quelle condizioni sono praticamente obbligate.

In quest'immagine, ad esempio, ne vediamo una sotto lampade insufficienti:


L'aspetto non è certo quello che abbiamo visto in precedenza, ad esempio nella foto di apertura.
La pianta tende al giallo, mentre le foglie iniziano ad abbruttirsi a partire dai vertici.
Nessuno vi obbliga ad avere le lampade di un Palasport, sotto il coperchio...
...ma nemmeno a coltivare le Ludwigia inclinata!
Se non potete fornire un'illuminazione adeguata, beh... insomma... di piante ce ne sono tante... Perché scegliere quella?

Voglio ricordare che la luce forte si porta dietro due conseguenze dirette:

  • Erogazione di CO2, che con questa pianta non deve mai scendere sotto i 30 mg/litro.
  • Somministrazione supplementare di ferro, che nei protocolli tradizionali è sempre insufficiente, per le sue esigenze.

Il livello di fosfati va tenuto su valori ben più alti di quelli a cui siamo abituati.
Consiglio di non scendere sotto 1 mg/litro, soprattutto se la tenete in combinazione con altre piante esigenti.

Per i valori dell'acqua, propongo un elenco schematico:

Temperatura

  • minima............... 22 °C
  • massima............ 28 °C
  • consigliata......... 24-25 °C

Per brevi periodi, sopporta il caldo fino a 32 °C, deteriorandosi un po'  nell'aspetto.
Sopravvive al freddo fino a 15-16 °C, ma si blocca nella crescita.
In entrambi i casi, se portata a tali limiti per poco tempo, si riprende velocemente quando torna in condizioni ottimali.

Acidità

  • minima............... pH 5.5
  • massima............ pH 7
  • consigliata......... pH 6.2-6.5

Ricordo che un ambiente acido favorisce l'assimilazione del ferro, molto importante per questa pianta, ma che un pH troppo basso ostacola l'assorbimento del fosforo.
Il valore consigliato è un compromesso ideale, tra questi due nutrienti per lei fondamentali.

Durezza

  • minima............... 2 dGH
  • massima............ 10 dGH
  • consigliata......... 4-5 dGH

In realtà, è stata coltivata con successo anche a GH 12-14, ma con un rapporto calcio/magnesio vicino a quello ottimale (4:1).
Purtroppo è una condizione abbastanza rara, nelle nostre acque di rubinetto, dove spesso il GH è legato quasi tutto al calcio.

Consigli di coltivazione

Questo capitolo vorrei organizzarlo in modo più schematico, meno "chiacchierato", perché alcune indicazioni devono essere ben chiare a chi si cimenta in questa sfida...
Già... ho detto proprio "sfida"... perché con la Ludwigia inclinata hanno fallito anche acquariofili di notevole esperienza.

Personalmente ho tentato tre volte, nella vasca di un amico che allestisce acquari da prima di me.
Nonostante fossimo in due, abbiamo avuto successo solo al 4° tentativo.
Andiamo quindi per ordine...

Esigenze di luce

Abbiamo già accennato, nel capitolo precedente, ad un'insolita richiesta di illuminazione.
Secondo alcuni, su tale esigenza la Ludwigia inclinata starebbe al primo posto, tra tutte le piante d'acquario.
Richiede luce forte anche se coltivata in paludario, nella forma emersa.

Per gli acquari da 120 litri, probabilmente i più comuni, non scendete sotto gli 80-90 W, anche se avete i riflettori.
La "Pantanal" può stare anche in piccoli acquari, 30-40 litri; in tal caso ci vogliono almeno 30 W.
Parlando di fluorescenti, è praticamente obbligatorio l'uso di lampade a 6500 K.

In acquari aperti, consiglio di ricorrere alle lampade HQI, posizionando la pianta sotto il cono di luce di una di esse.

Lampada HQIPrima di continuare, ricordo che queste piante non vanno mai posizionate sui lati, dove la luce arriva più debole.

Il fondo

Il terreno è piuttosto importante per la consistenza degli steli.
In carenza di nutrienti dal fondo, tendono ad assottigliarsi fino a compromettere tutta la pianta.

Sarebbe possibile ricorrere a materiali drenanti, come i Gravelit o l'Akadama, che ci permetterebbero di fertilizzare solo con prodotti liquidi, alimentando per conseguenza anche le radici...

...Tuttavia, voglio ricordare che nell'acquario avremo numeri alti relativi a ferro, fosforo e luce.
I lettori più perspicaci avranno già capito dove voglio arrivare:

Ci sono le condizioni ideali per lo sviluppo delle BBA, o "alghe a pennello".
Pertanto, sarebbe bene abbinare le nostre Ludwigia a qualche pianta notoriamente "anti-alghe", come l'Egeria densa o la Mayaca fluviatilis.

In alternativa, potremmo usare il buon vecchio terriccio fertile, per fertilizzarla dal fondo e non dall'acqua... però saremo costretti al doppio strato, con il ghiaietto di copertura.
Anche in questo caso abbiamo un piccolo problema: la Ludwigia inclinata ha un apparato radicale davvero notevole.
Se cercherete di sradicarla, dopo un paio di mesi che sta lì, tirerete su anche il tavolo.

Ognuno scelga la soluzione che gli sembra più facile.

Fertilizzazione

Abbiamo già parlato di ferro e di fosforo, che del resto sono molto richiesti da quasi tutte le piante rosse.
Quello che non abbiamo detto è che... non ci sarà solo lei, in quell'acquario.

Fornendo luce molto forte, con CO2 abbondante, anche le altre piante avranno un metabolismo accelerato.
L'acquario della Ludwigia inclinata diventerà comunque "da corsa", con un consumo di nutrienti decisamente superiore alla media.

In sostanza, non dovremo pensare solo agli elementi che servono a lei.
La fertilizzazione dovrà essere abbondante su tutto, perché la sua presenza produce conseguenze anche sulle altre specie presenti.
A questo proposito, consiglio l'uso di un protocollo PMDD, per ridurre i costi di gestione dell'acquario.

Concludo con una precisazione sull'erogazione di CO2.
Sappiamo già che è indispensabile, ma non solo per l'apporto di carbonio; serve anche a tenere il pH su valori acidi.
Ripensandoci... forse è perfino più importante della luce.

Esigenze particolari

Evitate piante galleggianti ed acqua ambrata; nulla deve parzializzare la potenza della luce.
E' sconsigliato l'abbinamento con i Myriophyllum, che potrebbero portare i fosfati a zero, a meno che non si disponga di un integratore specifico.

E' adatta per acquari di qualunque dimensione, anche molto piccoli, ma sotto i 60 litri consiglio di orientarsi sulla varietà "Pantanal".

Potata e ripiantata, riparte molto facilmente. Probabilmente è l'unica cosa facile, con questa specie.
Riporto anche qui il solito schema di potatura:

Note e curiosità

La variante che oggi chiamiamo verticillata è stata classificata nel 1944, da Philip Alexander Munz.
Nessuno l'aveva associata alla Ludwigia inclinata di Linneo, per tutti erano due specie distinte.
Solo con tecnologie moderne, nel 2003, ci si accorse che erano ecotipi della stessa pianta.
Fu Christel Kasselmann a proporre la revisione che conosciamo oggi.

Esiste anche una cultivar selezionata in Vietnam.
E' stata chiamata Ludwigia inclinata "Curly".

Ludwigia inclinata verticillata

Ve la mostro, ma preferisco non parlarne... è di coltivazione anche più difficile.
Se qualcuno vuole provarci... In bocca al lupo!

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