Le piante galleggianti

Scritto da Tsar il . Postato in Piante per acquario ed alghe

medaglia1 1° classificato al articoli concorso di Acquariofilia Facile

Azolla caroliniana


Il velluto acquatico

Cominciamo col dire che questa piccola felce appartiene alla famiglia delle Azollaceae.
Si tratta di una famiglia davvero "speciale"; il perché lo scopriremo tra poco.

Azolla caroliniana

La varietà caroliniana, come dice il nome stesso, è originaria della Carolina, negli Stati Uniti, ed è diffusa praticamente in tutta l'America, dal Nord al Sud.

La troviamo però anche in altre zone del mondo, soprattutto in Asia, introdotta dall'uomo per le sue caratteristiche peculiari.

E' conosciuta con diversi nomi, tra cui felce zanzara, a causa delle sue dimensioni ridotte, e muschio delle fate per la fiabesca bellezza.

Le fronde sono spesse, rugose e vellutate al tatto, per via della corta peluria di cui sono ricoperte, che le rende idrorepellenti.

Il colore varia tantissimo in base alla temperatura, alle condizioni di luce e ai nutrienti in acqua.
Si va dal verde brillante al rosa pallido, fino ad arrivare ad un intenso rosso mattone.

Azolla caroliniana rossa

Questa colorazione si ottiene in diversi modi: innanzi tutto è possibile vederla, in natura, durante l'inverno, quando la temperatura si abbassa.
In acquario è molto più facile ottenerla, fornendole un'illuminazione intensa o quando il fosforo inizia a scarseggiare.

Le radici sono chiare, molto sottili e di lunghezza variabile.
Sono parecchio delicate; è consigliabile tenere la pianta dove il movimento dell'acqua è praticamente assente.

Azolla caroliniana dito

Ma c'è una caratteristica che rende uniche queste piante: vivono in simbiosi con un cianobatterio azotofissatore (Anabaena azollae), ospitato all'interno di apposite cavità nelle foglie, che si aprono verso il basso.
Questa collaborazione porta un vantaggio fondamentale alla nostra Azolla: la mette in grado di ricavare l'azoto direttamente dall'atmosfera!

Azolla cianobatterio

Per questo motivo, nelle risaie asiatiche, viene utilizzata per ridurre sensibilmente i costi di fertilizzazione: dopo averle fatto colonizzare la superficie, viene rimescolata col terreno subito prima della semina, per farle rilasciare azoto in grandi quantità e nutrire le piante.

La riproduzione avviene principalmente per divisione, ma può produrre anche delle spore per sopravvivere agli inverni più rigidi.

Vale la pena di ricordare che esistono altri tipi di Azolla, simili in tutto alla caroliniana (cianobatterio compreso), con piccole variazioni nella forma.
In particolare può essere facile imbattersi nell'Azolla filiculoides, molto comune in Europa, e nell'Azolla pinnata, originaria dell'Africa e dell'Asia.

Azolla pinnataAzolla pinnata

In ogni caso siamo di fronte ad una pianta dai mille usi.
Oltre alla fertilizzazione, viene utilizzata come mangime per bovini e carpe, o anche per consumo umano, come ad esempio in India dove è usanza servirla fritta.
In Africa è uno degli ingredienti per fare il sapone, mentre in Nuova Zelanda la si usa per curare il mal di gola!

Dimensioni

  • Larghezza massima: 0,5-1 cm
  • Altezza emersa massima: N/A
  • Lunghezza delle radici: 1-10 cm

Coltivazione

Abbiamo visto che l'azoto se lo procura da sè.
Si può considerare quindi una pianta facile?... No... non direi, anche se non è nemmeno troppo difficile...
Basta avere qualche accortezza.

Innanzi tutto bisogna ricordare che è una divoratrice di fosforo e ferro, tanto che dovremo ricordarci di dosarli massicciamente.

L'illuminazione deve essere piuttosto intensa.

Nonostante si adatti praticamente ad ogni temperatura, dà il meglio di sè intorno ai 25°C.

Attenzione all'umidità dell'aria; quando raggiunge livelli inferiori al 60-70%, la pianta inizia ad indebolirsi e morire.
Preferisce acque acide ma anche in questo caso la sua capacità di adattamento è magistrale.

La crescita è medio-lenta in acquario, molto più veloce all'aperto.
Bisogna però fare attenzione alla sua propagazione: essendo piuttosto consistente, si rischia che non faccia passare nemmeno un raggio di luce. L'acquario o il laghetto resterebbero al buio!
Sarà quindi necessario adottare una qualche tecnica di contenimento.

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