Vesicularia dubyana e Taxiphyllum barbieri

Scritto da Gibogi il . Postato in Piante per acquario ed alghe

La Vesicularia dubyana, il cui nome comune è Singapore moss (muschio di Singapore) è una pianta epifita(¹) e idrofita(²), che appartiene al gruppo delle Bryophyte.
Questa pianta è erroneamente conosciuta, in acquario, con il nome di muschio di Java (Java moss), che in realtà si chiama Taxiphyllum barbieri.

Queste specie appartengono quindi a due generi diversi.
Nonostante oggi si abbia la certezza che il "muschio di Java" appartenga al genere Taxiphyllum, si continua a considerarle come fossero la stessa pianta.

Vesicularia in piena luce. Notare i rizoidi, di color bruno-rossastri.
La confusione che si è venuta a creare tra Vesicularia dubyana e Taxiphyllum barbieri, è dovuta al fatto che queste due specie sono talmente simili da condividere tutto: l'aspetto, la temperatura, l'acidità, la durezza, la luce, il comportamento e le esigenze; tanto che nessun acquariofilo comune riuscirebbe a distinguerle ad occhio nudo.

Sono state considerate come una sola specie per decenni, per questo motivo; quanto esposto qui, per la Vesicularia, sarà dunque valido anche per il Taxiphyllum.
E' solo in epoca recente, grazie all'impegno del prof. Benito Tan, un botanico di Singapore, che si è scoperto l'errore e si è potuto classificare correttamente le due specie.

In altre parole, c'è voluto uno scienziato del luogo con tecnologie moderne, per dire al Mondo che si erano sbagliati.

Vesicularia dubyanaLa Vesicularia dubyana, è entrata nel mondo dell'acquariologia solo nell'ultimo decennio, e deve la sua popolarità a due fattori:

  • è una pianta molto resistente, riesce ad adattarsi a quasi tutti i vari tipi di acqua;

  • non ha forma propria, ma lascia la possibilità all'acquariofilo di creare qualsiasi forma la sua fantasia possa immaginare, per la tendenza della pianta a ricoprire sassi, piante e arredi vari.

È stata usata anche per coprire filtri interni , per creare fondi, per soffici tappeti erbosi, ma soprattutto per coprire rami, dando la suggestiva impressione che siano alberi sommersi.


Famiglia: Hypnaceae
Zona di origine: Isole della Sonda, Filippine
Temperatura: 15-30°C
pH: 5.5-8.0
GH: 6-20
Altezza: 5 cm.
Luce: adatta a qualsiasi tipo di luce
Crescita: lenta

Vesicularia dubyana e Taxiphyllum barbieri possono essere coltivati sia nella forma emersa che sommersa, formando cespugli molto fitti di colore verde scuro.
Nonostante riescano ad acclimatarsi in quasi tutte le acque, preferiscono ambienti con un pH neutro o leggermente acido, con durezza media.

Le foglie sono piccolissime, 1-1.5 mm, arrotondate, con l'apice appuntito e il bordo dentellato.
Presentano dei rizoidi(³) di color marrone-rossastro, che servono alla pianta ad ancorarsi all'ambiente dove vive.

Si propaga per mezzo di spore o attraverso talea.
Non ha radici e non va quindi piantata, altrimenti la parte interrata marcirebbe in breve tempo; va ancorata con un filo di cotone, lenza da pesca o reti, su pietre, tronchi e arredi vari, oppure per creare prati.

Se lasciata galleggiare, si depositerà da sola sul fondo dove attecchirà e si svilupperà.

E' ottima come nascondiglio per i piccoli di Caridina, ma anche per piccoli pesci, ed è idonea per la deposizione di molte specie di ovipari.

Non ha grosse esigenze, è facile da coltivare e assorbe tutti i nutrienti dalla colonna d'acqua; il dosaggio di CO2 ne aumenta la velocità di crescita, rendendo il colore più brillante.

Teme moltissimo le alghe, che potrebbero coprirla e quindi soffocarla; è perciò sconsigliato inserirla in acquari avviati da pochi mesi o in vasche di comunità sovraffollate, dove il filtro non ancora maturo o il carico organico elevato, potrebbero portare ad un elevato sviluppo algale.
Il conseguente deperimento della pianta, o di una parte di essa, sarebbe inevitabile.


Ha la caratteristica di trattenere impurità, come avanzi di cibo, è quindi buona norma inserire Caridina, Neocaridina o pesci da fondo come i Corydoras, gli Epalzeorhynchos bicolor, o altre specie che abbiano la tendenza a smuovere i ciuffi di muschio favorendone la pulizia, per evitare lo sviluppo algale o la marcescenza.

E' per questo motivo che spesso si consiglia di non porre queste piante in piena luce.
In realtà, la presenza di tutti gli elementi fertilizzanti, il dosaggio di CO2 e la luce medio forte, portano il muschio ad aumentare la velocità di crescita e a formare spessi cuscini anche di 5 cm.


Tende a svilupparsi molto allungandosi e diramandosi, è quindi opportuno potarla, per mantenere le forme volute come fosse una siepe.


E' facilmente reperibile in commercio, in piccole porzioni o legata su legni, ma normalmente la sua coltura per fini commerciali avviene nella forma emersa.
È quindi necessario un suo acclimatamento alla vita sommersa; può capitare, in questa fase, che una parte anche rilevante della pianta possa morire.


Curiosità:

Il prof. Benito Tan, oltre a Vesicularia dubyana e Taxiphyllum barbieri, ha classificato diversi altri tipi di muschio, appartenenti al genere Vesicularia:

Vesicularia montagnei ("Christmas tree moss" o "Muschio albero di Natale")
Vesicularia ferriei ("Weeping moss" o "Muschio piangente")
Vesicularia reticolata ("Erect moss" o "Muschio eretto")
Vesicularia sp. ("Creeping moss" o "Muschio strisciante"). Questo muschio ha la caratteristica di strisciare aderente al substrato e ai legni coprendoli, rimane molto basso, ed è l'ideale per i prati.

La distinzione tra le varie specie risulta essere abbastanza problematica, anche per gli esperti; spesso è necessario osservare la pianta al microscopio, per riuscire ad identificarla con precisione.

Note:

¹ epifita: sono epifite quelle specie di piante, che vivono su altre piante, usate come sostegno e non come fonte di nutrimento, (muschi, licheni, felci)

² idrofita: sono idrofite le specie perenni, le cui gemme rimangono sommerse o galleggianti. Le piante idrofite, sono ulteriormente suddivise in radicanti e natanti.

³ rizoidi: sono degli organi dalla struttura filamentosa, utilizzati da alcune piante per l'ancoraggio al substrato dove crescono (funghi, muschi, licheni)

Voglio ringraziare Rox per i suoi utilissimi consigli.
Tutto il materiale fotografico è sotto licenza Creative Commons.

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