Myriophyllum in acquario: le specie più diffuse

Scritto da Rox il . Postato in Piante per acquario ed alghe

Myriophyllum aquaticum

(o elatinoides)

  • Diffusione

È di origine sudamericana, ma non amazzonica.
Nelle zone equatoriali del continente si trova solo in altura, tra i 500 e i 1500 metri, per motivi legati alla temperatura (li vedremo meglio più avanti).

Nel corso dei secoli ha colonizzato tutto il continente americano fino al Canada.
Oggi lo troviamo anche in altre zone del Mondo (Australia, Indocina, Europa occidentale), ma è quasi certo che tale diffusione sia dovuta all'intervento umano.

  • Aspetto

In Natura, il Myriophyllum aquaticum cresce ben oltre un metro, ma solo in forma emersa.
La parte sommersa produce foglie fino a 5 cm di lunghezza.

La caratteristica più interessante è la segmentazione.



Ogni foglia produce filamenti sottilissimi, molto numerosi e piuttosto lunghi, che danno alla pianta un aspetto particolarmente etereo, leggero e vaporoso.

Ovviamente, non può stare in acque mosse.

Questo aspetto particolare è più evidente nel maschio, spesso etichettato come Myriophyllum elatinoides.
Ricordiamo che si tratta di una pianta dioica.
Spesso viene confuso con una specie australiana meno diffusa in acquariofilia, il Myriophyllum simulans, a causa della notevole somiglianza.

  • Condizioni chimiche e fisiche

Il valore più importante è la temperatura, che non dovrebbe mai superare i 25° C.
Si tratta di una pianta di acque fredde, che in Natura può scendere fino a 10°. Questo e senz'altro il fattore più limitante per la coltivazione negli acquari tropicali, ed è la causa principale di insuccesso.

Non ha invece alcun problema con acidità e durezza.
Accetta una gamma di valori estremamente ampia, più di qualsiasi altra specie dello stesso genere.
Da questo punto di vista, può stare tranquillamente in acquari di qualsiasi ecozona americana.
E' possibile abbinarlo tanto al pH 6 dei Neon, quanto al pH 7.5 dei Platy.

  • Caratteristiche d'interesse

L'aspetto leggerissimo delle sue foglie, così accattivante, rende questo Myrio facile preda delle alghe filamentose; è sempre la prima pianta ad esserne aggredita, anche perché richiede una luce molto forte che ci porta a collocarla nella zona più illuminata.

È quindi necessario adottare alcune contromisure:

  1. Fornire luce più con la potenza che con la durata. Meglio avere 6-7 ore con 100 Watt, piuttosto che 12 ore con 50.

  2. E' preferibile introdurla in acquari già maturi. In alternativa, sarà necessario ripiantare le potature buttando via la pianta madre, quando l'acquario si sarà stabilizzato.

  3. Va sempre abbinata ad altre piante rapide, in modo da tenere sempre basso il livello degli inquinanti. E' vivamente consigliata l'Egeria densa, come compagna ideale.

  4. La sua crescita, rapidissima, non deve mai fermarsi. La sua arma di difesa è proprio lo sviluppo continuo, che porta ad una forte produzione di ossigeno, notoriamente antipatico a qualsiasi alga.

Nelle condizioni ideali, è il Myriophyllum dalla crescita più rapida, e sappiamo che gli altri non scherzano.

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