Acquario per discus

Scritto da MicMenca il . Postato in Grandi Ciclidi americani

 Allestimento


Vediamo ora l’allestimento vero e proprio, regolandoci su cinque imprescindibili principi fondamentali:

  • Corrente
  • Spazio
  • Ripari
  • Copertura
  • Fondo

1) Scarsa corrente

In natura, come già detto, le lanche morte sono il "regno del discus".
Nel nostro acquario, ovviamente, non possiamo mantanere la stessa assenza di movimento.

Ricordate, dunque, che il pesce non ama la corrente forte; riesce a contrastarla ma con fatica.
Un buon trucco consiste nell'utilizzare una "spray-bar", oppure orientare il getto d'acqua verso il vetro.

2) Spazio per il nuoto

Il discus avrà necessità di uno spazio libero, per nuotare o solo per restare in gruppo, anche fermo.
Normalmente si predispone nella parte centrale o frontale dell'acquario.
E' fondamentale per il suo ordine sociale, non è un pesce da spazi angusti.


3) Ripari sommersi

Occorreranno legni, radici, piante a foglia larga... qualsiasi cosa che consenta al pesce di sentirsi al sicuro.
Non solo durante la notte, ma anche nei momenti di stress, di fregola o di ambientamento.
Di norma si posizionano alcune radici ramificate, generalmente sui lati, oppure nella zona posteriore.

Ci si affida, altrettanto spesso, alle larghe e rassicuranti foglie degli Echinodorus, o agli intricati steli della Vallisneria.

4) Copertura superiore

Come già visto, il discus vive tra le radici del sottoriva, nei rami più tranquilli dei fiumi amazzonici.
Lì, la lotta per la sopravvivenza è piuttosto dura; ogni essere vivente deve stare in guardia.
Tra l'altro, il discus non è certo all’apice della catena alimentare.
Da sempre, è soggetto anche ad attacchi “esterni”, da parte dei numerosi uccelli che si nutrono di pesci.

Il nostro Ciclide conserva un’atavica paura verso le zone “scoperte”, dove potrebbe essere facile preda di un’Anhinga qualunque.

Anhinga (Lic. Creative Commons)Nell'immagine, oltre all'Anhinga, possiamo vedere anche due piante tipiche del Sudamerica: Echinodorus grandiflorus ed Eichornia crassipes.
Questo ci fa capire che lì sotto c'è una palude, nascosta dalla vegetazione.

Per dargli adeguata tranquillità, dobbiamo coprire almeno una zona dell'acquario con piante galleggianti (le più usate); oppure rami affioranti, piante a stelo lungo... l'importante è che si riesca a coprire la superficie.


5) Fondo a grana fine e senza ostacoli

In molti allestimenti, spesso, capita di osservare il fondo dell’acquario completamente coperto di piante, sassi o arredi di ogni genere.
Premesso che ognuno fa come meglio crede, con il proprio allestimento, questa soluzione rappresenta un notevole handicap per l’alimentazione del discus.

Il nostro protagonista si nutre prevalentemente sul fondale.
“Soffia” acqua verso il mangime depositato, per sollevarlo leggermente o scansare eventuali detriti, per poi mangiarlo.

E’ davvero scomodo, per i discus, nutrirsi agevolmente in quei “percorsi ad ostacoli”, che sono le vasche eccessivamente arredate.

Importantissima è anche la composizione del fondale, possibilmente sabbia o ghiaino molto fine (anche a scaglie), in modo che il mangime non vada a depositarsi tra un granello e l’altro, ed il pesce riesca a “soffiarlo” senza problemi.

Il colore, la quantità e la consistenza del fondo sono ovviamente a vostra discrezione, mi permetto però un paio di consigli dettati (come sempre) dagli errori commessi in passato:

  • usando sabbia molto fine è bene metterne solo un sottile strato; soprattutto evitare il fondo fertile, per non incorrere nella formazione delle temute “zone anossiche”;
  • tonalità molto chiare esaltano i colori dei pesci, ma mettono in evidenza anche le loro deiezioni e la sporcizia residua;
  • bisogna essere certi che il fondo non rilasci carbonati, che possano modificare la durezza e l'acidità dell’acqua.

Ora non vi resta che sbizzarrivi con il layout, con gli eventuali sfondi 3D, con gli intrecci di radici e gli accostamenti di piante.

Buon divertimento!

Ringrazio gli autori delle immagini (a parte le mie) per averle rilasciate sotto licenza Creative Commons.

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