Negozio di Roma

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cristianoroma
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Re: Negozio Moby Dick a Roma

Messaggio di cristianoroma » 03/11/2014, 22:02

cuttlebone ha scritto:
Permettimi di essere parzialmente in disaccordo: è senz'altro vero che è il mercato a fare il negozio ma quando si parla di catene o multinazionali, mi sembra tanto che siano loro a fare il mercato ;)
Sono d accordo con te.

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sailplane
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Re: Negozio Moby Dick a Roma

Messaggio di sailplane » 03/11/2014, 22:18

Voto per il discorso di Rox, Catene o meno, se si dovesse andare a fare un controllo serio (a proposito, proprio i controllori sono i primi ignoranti burocrati da debellare... Giorni fa sono capitato in un negozio proprio durante una "ispezione" dell'asl, [ebbene si, le fanno e pure con una certa frequenza...] non hanno battuto ciglio sui bicchieri con i Betta ma... Piuttosto che niente per ROMPERE i così detti e CREARE preoccupazione, hanno chiesto che le vasche fossero NUMERATE!!! Erano in DUE proprio come quelle cose a cui somigliano come gocce d'acqua!!!) suppongo che non uno solo dei negozi esistenti sul suolo mondiale, ne uscirebbe senza sanzioni. Il buon senso è quello che manca, anche e Dio me ne scampi e liberi, da parte delle Associazioni animaliste.. L'esempio è sempre la miglior cosa, è il mercato a fare il negozio, nemmeno le catene sfuggono a questa regola, forse la esasperano, quando avete un paio d'ore da buttare, provate a rimanere all'interno di un negozio qualsiasi, magari di sabato pomeriggio, ci potrete scrivere un libro sulle richieste della clientala..
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Re: Negozio Moby Dick a Roma

Messaggio di cuttlebone » 03/11/2014, 22:27

sailplane ha scritto:...provate a rimanere all'interno di un negozio qualsiasi, magari di sabato pomeriggio, ci potrete scrivere un libro sulle richieste della clientala..
Anche a me piace osservare la gente, soprattutto nei grandi Supermercati o Centri Commerciali, ed è proprio l'osservazione di certi comportamenti che mi ha convinto che spesso siano fortemente "stimolati", dalla pubblicità, da un film, un personaggio....
Andiamo a "comprare" qualcosa non perché ne abbiamo realmente bisogno ma solo perché un povero cristo sottopagato ci ha riempito la buca delle lettere di volantini che inneggiano al consumismo più sfrenato...
Era questo ciò che intendevo dire...;)
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Re: Negozio Moby Dick a Roma

Messaggio di sailplane » 03/11/2014, 22:30

cuttlebone ha scritto:Era questo ciò che intendevo dire...;)
Che si sposa esattamente con ciò che intendo io.. Un animale NON lo comperi perché ti viene la voglia. Nemmeno le "signorine" sono sanzionate il "cliente" (in teoria..) Si! :)
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Negozio Moby Dick a Roma

Messaggio di cristianoroma » 03/11/2014, 22:35

A mio avviso questo non giustifica comunque il tipo di "consigli" che i venditori danno e soprattutto il modo in cui vengono tenuti gli animali.
Il venditore dovrebbe come prima cosa consigliare cosa sarebbe meglio per quella determinata specie e poi lasciare ovviamente la scelta al cliente. Questa purtroppo è una mentalità che mai e poi mai cambierà nei grandi centri.
Gli animali dovrebbero essere tenuti nel rispetto delle loro esigenze e quando cosi non fosse dovrebbero essere gli enti che controllano a provvedere, e anche in questo caso lasciamo perdere.
C è proprio un problema di fondo, è questo il punto, a questo aggiungiamo che c è una grande disinformazione, ignoranza e, ahimè, VOGLIA di rimanere nell ignoranza.
sailplane ha scritto:
cuttlebone ha scritto:Era questo ciò che intendevo dire...;)
Che si sposa esattamente con ciò che intendo io.. Un animale NON lo comperi perché ti viene la voglia. Nemmeno le "signorine" sono sanzionate il "cliente" (in teoria..) Si!
:)
Completamente d accordo... è proprio la base ad essere sbagliata.

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Re: Negozio Moby Dick a Roma

Messaggio di Rox » 03/11/2014, 23:46

cristianoroma ha scritto:Il venditore dovrebbe come prima cosa consigliare cosa sarebbe meglio per quella determinata specie
Il venditore dovrebbe, come prima cosa, fare soldi!
Questo è il suo mestiere; è così che viene misurata la sua abilità, da chi gli paga lo stipendio; è così avanza in carriera.

Questo vale qualsiasi settore, dagli alimentari all'abbigliamento, dai televisori ai detersivi, è così dall'Antico Egitto e lo sarà sempre.

Se compriamo una macchina che consuma olio, è rumorosa, si rompe ogni 50 km, però... "è così bella, con quella linea aggressiva...", è normale che le aziende investano in designer e stilisti, invece che ingegneri e scienziati.

Sono le nostre scelte, ad orientare il mercato.
Le aziende fanno quello che vogliamo noi, seguono la corrente, perché è remunerativo.
Smettiamola di dare la colpa ai negozianti, perché siamo stati noi acquariofili a renderli come sono.

Se nessuno comprasse più i biocondizionatori, entro un mese sparirebbero dagli scaffali.
Siamo noi che li trasformiamo in un business, continuando a comprarli.
"Essentia non sunt multiplicanda praeter necessitatem"
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Re: Negozio Moby Dick a Roma

Messaggio di Mr.Fix » 04/11/2014, 6:30

Mah... secondo il mio parere personale, il negoziante che deve fare soldi
in qualsiasi modo, non è una buona scusa per depistare l'acquirente sul
metodo più opportuno di allestire un acquario. Questo vale per qualsiasi
lovoro uno faccia (tranne chi fà il truffatore di professione).
L'altro giorno,dovendo fare una potatura di un Cedro Deodara, ho spiegato
alla cliente la tecnica migliore, non tagliamo la punta (solitamente la prima
richiesta) diradiamo i rami in modo che non faccia troppa vela col vento forte
ecc. ecc.
Avrei potuto fare una potatura che nel giro di 2/3 anni richiede nuovi
interventi, ma ho preferito fare nel modo migliore per il cliente e per la pianta.
Ovviamente non è sempre così, alcuni dopo aver letto tre copie di
tuttogiardino, si trasformano in Agronomi e non c'è spiegazione che tenga,
così molte volte devo agire come vuole il cliente, pena la perdita del lavoro.
Sempre secondo me, è meglio puntare sulla qualità del servizio dato,
alla lunga, stando alle mie esperienze, è una strategia che paga.
Non si smette di giocare quando si diventa vecchi, ma si diventa vecchi quando si smette di giocare.

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Negozio Moby Dick a Roma

Messaggio di cuttlebone » 04/11/2014, 7:12

Rox ha scritto:Il venditore dovrebbe, come prima cosa, fare soldi!
Questo è il suo mestiere;
Sarà, ma a me hanno insegnato anche ad essere corretto e a non sacrificare proprio tutto per il denaro; fare soldi è una cosa, farli a scapito della salute degli animali (o di altri valori, s'intende) è tutt'altra. Se dovessi campare di maltrattamenti agli animali, credo che morirei di fame... Non si discute tanto il comportamento del commesso, quanto quello del marchio o della catena. Si possono fare soldi magari anche sfruttando l'ingenuità dei clienti ma non inducendo sofferenze inutili agli animali. Il discorso è partito dalle condizioni in cui sono tenuti quei pesci: si possono pure commerciare, ma che almeno dispongano degli spazi adeguati!
Rox ha scritto:Se nessuno comprasse più i biocondizionatori, entro un mese sparirebbero dagli scaffali.
Ti giro la domanda: perché tutti comprano i biocondizionatori? Non sarà forse perché "qualcuno" induce subdolamente l'acquisto? Pensa alla Walstad, il cui libro è diventato introvabile e sappiamo tutti perché...
Questo è solo uno dei casi in cui le nostre scelte sono indotte da forsennate politiche di marketing.
Se è vero, come è vero, che compriamo l'auto bella anche se di scarsa qualità (ed io non mi estraneo da questa logica perversa) è sì perché "bella" ma, soprattutto, perché "qualcuno" ci ha fatto intendere che quella macchina rappresenta uno status, che se la possediamo tutti ci invidiano che, insomma, averla fa Figo! ;)
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Re: Negozio Moby Dick a Roma

Messaggio di lucazio00 » 04/11/2014, 9:34

Molto meglio l'Isola dei Tesori a Terni, almeno le vasche sono pulite e non stanno stretti i pesci.
Fosfati 1-10mg/l, nitrati 10-50mg/l Mg 5-10mg/l, K 5-10mg/l. Ammonio e nitriti assenti!!!
Il miglior test in assoluto è il contenuto dell'acquario!

Non infastidite i pesci nell'acquario! Si ammaleranno più difficilmente!

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Re: Negozio Moby Dick a Roma

Messaggio di cristianoroma » 04/11/2014, 9:43

Rox ha scritto:
cristianoroma ha scritto:Il venditore dovrebbe come prima cosa consigliare cosa sarebbe meglio per quella determinata specie
Il venditore dovrebbe, come prima cosa, fare soldi!
Questo è il suo mestiere; è così che viene misurata la sua abilità, da chi gli paga lo stipendio; è così avanza in carriera.

Questo vale qualsiasi settore, dagli alimentari all'abbigliamento, dai televisori ai detersivi, è così dall'Antico Egitto e lo sarà sempre.

Se compriamo una macchina che consuma olio, è rumorosa, si rompe ogni 50 km, però... "è così bella, con quella linea aggressiva...", è normale che le aziende investano in designer e stilisti, invece che ingegneri e scienziati.

Sono le nostre scelte, ad orientare il mercato.
Le aziende fanno quello che vogliamo noi, seguono la corrente, perché è remunerativo.
Smettiamola di dare la colpa ai negozianti, perché siamo stati noi acquariofili a renderli come sono.

Se nessuno comprasse più i biocondizionatori, entro un mese sparirebbero dagli scaffali.
Siamo noi che li trasformiamo in un business, continuando a comprarli.
Francamente non mi trovo d accordo, il tipo di mercato che noi "richiediamo" è comunque indotto da trovate pubblicitarie, dalle spiegazioni che troviamo dietro le confezioni (che il 90% delle volte spaccia i prodotti per miracolosi) ecc. ecc. Chiaro poi che la persona meno esperto e superficiale abbocca perchè ovviamente fiduciosa in ciò che legge e comunque fiduciosa in chi te lo vende, visto che si pensa che i venditori siano persone specializzate.
Bisognerebbe allora affrontare un discorso sulla superficialità e ignoranza di molte persone, ma si andrebbe a tutt altro discorso e soprattutto non si arriverebbe ad un conclusione, perchè il mondo è sempre stato così.

Come dicevo prima il problema è di fondo. Questi posti non vengono controllati, non rispettano le normative ma perchè fa comodo così, perchè il mercato questo deve essere. Puoi anche far chiudere un piccolo negozietto che non rispetta le norme, ma non andrai mai a chiudere un grande centro che ti porta soldi nella casse (sopèrattutto di questi tempi). Quindi paradossalmente queste grandi catene, e i loro sistemi di vendita, saranno sempre tutelati.

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