animali di cattura

Alimentazione, malattie, organismi spontanei

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Messaggio di cicerchia80 » 05/04/2017, 23:43

trotasalmonata ha scritto:
05/04/2017, 23:32
Forse vale lo stesso per i dario?
Le femmine sono introvabili,e le poche informazioni su di loro in Italia sono completamente errate
trotasalmonata ha scritto:
05/04/2017, 23:32
cardinali mi stupisce che facciamo ancora parte dell'elenco..
La motivazione te l'ho data sopra...ma se vuoi la voce ufficiale originale...
A significant proportion of the fish available in the aquarium trade are still wild caught or derive from community-LED breeding projects such as Project Piaba in the middle Negro region, where this species is the most important ornamental fish and in the municipality of Barcelos accounts for as much as 60% of annual income.
'effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi, a torto, esperti in materia.

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Messaggio di trotasalmonata » 06/04/2017, 0:34

So che per molti paesi il commercio di specie come animali da compagnia è una grande risorsa economica. Ma anche loro sono soggetti alle leggi di mercato. Se un pesce conviene riprodurlo invece che comprarlo di cattura allora non ci saranno più wild in commercio. E pensavo che i cardinali li riproducessero. Anzi sono quasi convinto che solo una parte sono ancora di cattura. Mi sembra li riproducono senza problemi da anni nel Sud est asiatico.
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Messaggio di trotasalmonata » 06/04/2017, 0:37

trotasalmonata ha scritto:
04/04/2017, 11:37
Grazie per l'elenco.

Mi interessa il caso sei pesci che non vale la pena riprodurli perché troppo facile pescarli. Questo significa, senza generalizzare, che un prelievo a scopo acquariofilo non dovrebbe incidere sulla popolazione.
di solito di questo elenco fanno parte i nanofish. Dato che il trasporto si paga a chili, si può capire che in pochi chili ci stanno tanti pesci!!
sapevo che boraras, Galaxy, kubotai, oto ecc potrebbero essere ancora di cattura. Qualcuno conferma o ha informazioni precise?
Shadow ha scritto:
04/04/2017, 11:42
Con le ultime normative che io sappia (mi ero documentato sia per importare sia per andare di persona a pescarli e farli arrivare in Italia) questa casistica é scomparsa. I controlli e tutte le cose atte a rientrare nella legalità sono molto più dispendiose che farsi una serra. Poi ovvio se esci dalla legalità é più facile ma avendo una serra di riproduzione puoi fare ambedue con costi minori
@cicerchia80 cosa ne pensi?

Ma perché non si trovano femmine di Dario? Anche per l'elassoma evergladei c'è lo stesso problema...
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Joo
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Messaggio di Joo » 06/04/2017, 1:02

Ragazzi, volevo ancora una volta dirvi come la penso, magari sbagliando, ma è solo un punto di vista.
Credo che sia inutile girarci attorno e cercare di nasconderci dietro il dito, tanto sappiamo tutti che le origini di un pesce, prima che possa arrivare nelle nostre vasche, ha già subito manipolazioni di ogni genere, nonché le più terribili crudeltà…. mentre se fosse di cattura sarebbe ancora peggio. Del resto, poco importa se dall’esperimento umano escono nuove specie, oppure ibridi, fertili o chissà cosa…. non fa alcuna differenza, ma il diritto alla vita credo che sia innegabile per qualunque specie, anche per quelle ritenute un aberrazione della natura di cui l’uomo ha fatto scempio, e questo non significa affatto che condivido lo scempio allevando uno di questi.
Tra l’altro si tratta di una specie che esisteva già da oltre 20 anni prima che lo comprassi io.
Ciò che invece volevo significare nel precedente post è solo il fatto di rispettare la dignità di queste bestiole, che non vuol dire di rinunciare alle cure, laddove è palesemente intuibile che il ciclo di vita è arrivato a destinazione.
Credo che nessuno di noi accetterebbe l’accanimento terapeutico…… ma in fin dei conti: è solo un pesce e la sua vita vale meno di poco.
In alcuni casi, trovo decisamente più dignitoso aiutarli a morire, per chi sente di poterlo fare, piuttosto che riuscire a farli sopravvivere.

Vi porto un esempio di un topic dove scelsi di rimanere senza parole:
(
nome) perdonami, forse sono stato troppo brusco e diretto.
Un grande amore incondizionato come il tuo porta a sostenere il concetto dell’immortalità e ad allontanare la razionalità e la rassegnazione…..e questo, ancora una volta è un grande merito per la nobiltà dei tuoi sentimenti.
Purtroppo quando adottiamo gli animali non pensiamo mai al fatto che un giorno ci faranno soffrire.
Il tuo Betta non risponde più ai farmaci, è stanco ed ha tanta voglia di riposare, anche se tu riuscissi ad allungargli la vita di qualche giorno o di qualche mese, la sua qualità di vita non sarebbe mai quella di una volta.
(nome),
si nasce per scelta altrui, si vive per diritto e si muore per obbligo…… questo vale anche per noi.
Ti auguro il meglio delle tue ambizioni e che la vita possa sempre sorriderti.
La risposta fu:
Grazie per la profondità e l'intelligenza delle tue parole...qualità rara
Ancora oggi, di tanto in tanto, mi chiedo dove ho sbagliato…… quel pesce morì poche ore più tardi e non sono più riuscito ad aiutare quell’utente.
Perché è così difficile accettare la realtà?
Si deve essere in due per scoprire la verità: uno che la esprima e un altro che la comprenda.
(Gibran)

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Messaggio di trotasalmonata » 08/04/2017, 17:44

Condivido l'opinione di Giovanni che i pesci se la passano male prima di arrivare nei nostri acquari. E troppe volte anche nei nostri acquari.

Il topic l'ho aperto per permettere alle persone di fare scelte consapevoli.

Qualcuno sa se le japonica sono di cattura?
@Letizia scusa se ti disturbo, mi sembra che ti avessi fatto una ricerca.
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Messaggio di Letizia » 08/04/2017, 18:19

Ciao a tutti!
Sto facendo la spesa e non ho tempo di leggere tutto il topic (cosa che farò sicuramente perché sembra interessante :) ).
Rispondo quindi solo alla domanda di Trota. Non ho fatto ricerche accurate, solo letto un po' di info perché sono "lettura dipendente" e volevo sapere qualcosa sugli animali che ospito. Non posso quindi dirlo con certezza, ma, avendo letto di quanto sia difficile la loro riproduzione, che implica il passaggio dei naupli da vari gradi di salinità, posso solo presumere che siano di cattura.
Se volete un altro esempio di crostaceo di cattura, allora anche il mio granchio lo è. Io ho "agito di impulso" quando li ho visti in una vasca dove sarebbero sicuramente morti, ma ancora adesso mi pento di averne così incentivato il commercio; l'unica cosa che mi mette un po' la coscienza "in pace" è che nel loro luogo d'origine questi granchi fanno tranquillamente parte della dieta degli abitanti del posto (per fare un esempio, facendo ricerche su di loro in lingua inglese, mi sono uscite più ricette culinarie che schede di allevamento 😆).
Questi utenti hanno ringraziato Letizia per il messaggio:
trotasalmonata (08/04/2017, 18:21)
"Se vuoi fare un passo avanti, devi perdere l'equilibrio per un attimo" - Massimo Gramellini

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Messaggio di MatteoR » 08/04/2017, 19:04

moralmente cosa ne pensate? Li comprate lo stesso?
Secondo me è molto difficile associare la parola morale al punto di vista degli animali che alleviamo. La morale deriva dal pensiero, il quale appartiene unicamente all'uomo. Non c'è nessuna morale nella vita di un pesce, poichè esso vive secondo ciò per cui è geneticamente predisposto. Non ha le capacità mentali per riflettere, razionalizzare ciò che ha attorno e giudicarsi. I concetti di libertà, destino, felicità eccetera a cui fanno volentieri appello coloro contro la cattura non possiedono affato basi solide, tutt'altro.

A mio avviso il come comportarsi dinanzi alla cattura di pesci, anfibi o invertebrati è da vedere in un altra prospettiva, che è quella tra il resto adottata da studiosi e attivisti competenti per la Conservazione.
Una determinata specie, in natura, è numericamente abbondante? Le popolazioni sono frammentate o godono di una diffusa distribuzione? L'acquisto di una specie a rischio ma non ancora protetta quando ha senso? --> Se viene fatta riprodurre per diffonderla tra gli appassionati parrebbe di sì, invece conoscendo meglio i meccanismi naturali è noto come un numero troppo esiguo di genitori sia, a lungo andare, probabilmente fallimentare. Allora si possono progettare acquisti di gruppo e via dicendo, cose non alla portata di chiunque.
trotasalmonata ha scritto: Condivido l'opinione di Giovanni che i pesci se la passano male prima di arrivare nei nostri acquari. E troppe volte anche nei nostri acquari.
In natura non vivono in un eden.
Immagine


Se esiste il commercio di pesci significa che il numero di esemplari prodotti è in crescita, o perlomeno è costante. In ogni caso c'è una abbondanza di esemplari sufficiente affinchè siano distribuiti nelle case degli appassionati dove probabilmente moriranno senza riprodursi granchè.
Quindi significa che, a livello demografico, non se la possono passare male. Se così fosse la quantità di esemplari diminuirebbe.
E non credete che tutti gli allevamenti usino medicinali, tutt'altro. La maggior parte alleva in modo piuttosto grezzo, magari pescando l'acqua da un corso limitrofo e facendola girare nelle vasche per farla uscire alla fine. E in ogni caso sono vasche semplici, senza fondo e al massimo un filtro.
Salvo per alcune specie, non si ha di fronte un acquario curato, bello e corretto da "scheda online". L'acquario bello ai nostri occhi è solo l'illusione di aver costruito un ambiente ideale per i pesci. Si ha di fronte il sistema in cui la resa è massima, secondo la biologia delle specie in questione.

Un esempio classico sono i Betta. In occidente si organizzano eventi per un esemplare ammalato, giù decine di euro per le cure e acquari da concorso. In oriente ogni farm ne produce decine di migliaia in tinozze di cemento e bottiglie di plastica/vetro della birra.
Sbagliano gli occidentali a tenere i Betta oppure gli orientali sono criminali? Eppure mi risulta che ci sia un interessante commercio a senso unico Thai ---> Europa. Dove, sistematicamente, negli acquari europei con filtro esterno, fondo di quarzo puro e piante da acquascape non così raramente crepano :D

Son tutti spunti di riflessione per cercare di mettersi la coscienza a posto, comprendo come le nostre pare mentali abbiano poco a che fare, nel concreto, con l'allevamento dei pesci. Potrei fare altri esempi su come funzione la produzione ittica efficiente in confronto all'acquariofilia da manuale, ma non so se interessi.
Questi utenti hanno ringraziato MatteoR per il messaggio:
trotasalmonata (08/04/2017, 19:11)
“Se gettassi su di un piatto della bilancia tutto ciò che ho imparato a comprendere in quelle ore di meditazione di fronte all'acquario, e sull'altro tutto ciò che ho ricavato dai libri, come rimarrebbe leggero il secondo!”
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Messaggio di trotasalmonata » 08/04/2017, 19:37

@MatteoR ottimi spunti di coversazione.

Quando parli di numero esiguo di genitori stai parlando di genetica? Cioè riproduzione tra consanguinei?

In natura non se la passano meglio, è vero. La maggior parte non arriva nemmeno all'età adulta. Selezione, ciclo della vita, la natura è questa.

Domanda: quanto il mercato acquariofilo incide sulla popolazioni in natura? Per molti animali non è un problema, ma qualcuno è a conoscenza di qualche specie per cui il mercato acquariofilo incide in maniera significativa e negativa?
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Messaggio di MatteoR » 08/04/2017, 20:00

trotasalmonata ha scritto: Quando parli di numero esiguo di genitori stai parlando di genetica? Cioè riproduzione tra consanguinei
Sì esatto.
“Se gettassi su di un piatto della bilancia tutto ciò che ho imparato a comprendere in quelle ore di meditazione di fronte all'acquario, e sull'altro tutto ciò che ho ricavato dai libri, come rimarrebbe leggero il secondo!”
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Messaggio di Luca.s » 08/04/2017, 22:40

MatteoR ha scritto: a livello demografico, non se la possono passare male. Se così fosse la quantità di esemplari diminuirebbe.
Non sempre è così ahimè.

Lo sfruttamento delle risorse spesso porta al uso estremo di ciò che c'è per poi avere un picco negativo dopo.

Anzi, più c'è domanda, più c'è prelievo. Se la domanda è tanta ma il prelievo è scarso, si intaccano delle "riserve" che portano all'estinzione la specie.

Un esempio è il tonno che abbiamo nelle nostre scatolette.
La richiesta è sempre maggiore e lo sfruttamento intacca la nicchia dei giovani sub adulti. Troppo giovani per riprodursi.
Di sto passo, dato che adulti e sub adulti si sono finiti, si arriverà ad avere una distruzione degli animali nei nostri mari
Acquariofilia facile

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