Cronache di poveri pesci rossi

Il pesce che ha inventato l'acquariofilia

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ecannoni
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Cronache di poveri pesci rossi

Messaggio di ecannoni » 27/03/2019, 21:24

Correva l'anno 2016, era estate e dopo molti anni di lontananza dal meraviglioso mondo degli acquari riuscii a recuperare una mia vecchia vasca che decisi di utilizzare per il più bistrattato dei pesci, il Carassius auratus.

Dimensioni della vasca:
Lu 97 cm, La 48, H 50 cm e riempibile sino a 40 cm,
ma vista l’età della vasca; almeno 40 anni, mi limitai a riempirla sino a 32 cm.
Spessore dei cristalli 8 mm. Quindi togliendo lo spessore dei vetri lo spazio utile per i pesci è: Lu 95,4 cm X La 46,4 cm X H 32 cm, per 142 litri.
La vasca senza coperchio fu subito munita di un’antiestetica griglia, indispensabile però a frenare le “intemperanze” dei miei due gatti.
Il filtraggio era affidato a un filtro interno Bluwave 05, ma che presto mostro un brutto difetto, tendeva ad ostruirsi la griglia di accesso dell’acqua, così che dovetti sostituirlo con un Askoll Pratiko 400, che pur ridotto come parte biologica, non manifestò mai problemi di ostruzione della griglia.

Valori dell'acqua: non avendo riscaldatore l'acqua rispecchiava la temperatura stagionale, il GH 15, il pH 8 e i nitriti assenti.

La vasca fu allestita, comprendendo anche la piantumazione, il primo agosto 2016, e senza attendere un adeguato lasso di tempo, il 7 agosto introducevo quattro Carassius auratus, lunghi sui 7 cm. A essere precisi il rivenditore aveva solo dei Cometa, ma io, che in quel tempo non volevo nessuna variante dal classico "rosso" scelsi gli esemplari con le code meno vistose.

Ed ecco come si presentava la vasca dopo 20 giorni l'introduzione degli ospiti.
1r.jpg
Purtroppo dopo due mesi uno dei quattro pesciotti moriva, credo di Tubercolosi.
Fortunatamente gli altri inquilini della vasca non ebbero problemi e così in meno di sei mesi raggiunsero la lunghezza di 11 cm (compresa la coda).
3r.jpg
Non posso certo lamentarmi del filtro dell’Askoll , non ha mai presentato problemi. Solo che un filtro interno con pesci sporcanti come i Carassius mi ha costretto a cambiare 25 litri d’acqua tutte le settimane, oltre a pulire i materiali filtranti meccanici. Una vera fatica. Aggiungo che non credo che in una vasca di un metro scarso sia possibile allevare 3 pesci rossi senza filtro.

E così arrivati all'estate del 2018, dopo due anni di convivenza con il sottoscritto, i miei rossi erano ormai arrivati a misurare 15 cm di lunghezza, quindi non più ospitabili in una vaschetta da neanche 150 litri.

Nell'immagine seguente è possibile vedere i due maschi.
6r.jpg
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lauretta (30/03/2019, 15:15)

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Dandano
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Cronache di poveri pesci rossi

Messaggio di Dandano » 30/03/2019, 9:34

ecannoni ha scritto: Ed ecco come si presentava la vasca dopo 20 giorni l'introduzione degli ospiti.
Mi piace! Semplice e funzionale :-bd :ymapplause:
ecannoni ha scritto: Aggiungo che non credo che in una vasca di un metro scarso sia possibile allevare 3 pesci rossi senza filtro.
Manco con il filtro :D
Il problema è lo spazio ;)
ecannoni ha scritto: Continua ...
Racconta racconta che siamo curiosi :D

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Messaggio di Connie » 30/03/2019, 14:17

Seguo il racconto anche io :D
...i babbaluci :-?


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Messaggio di ecannoni » 30/03/2019, 21:23

E così mi decisi, dovevo acquistare una nuova vasca.
Cosa non semplice ovviamente.
Trovato "l'angolo" ove piazzarla mi fu facile stabilire le dimensioni massime, 150, 160 cm di lunghezza, visto che più lunga non ci stava.
Ho avuto anche qualche dubbio sulla portata del pavimento, visto che avrei probabilmente superato i 600 kg, ma dopo qualche consulto ho deciso che si poteva fare.
Rimaneva ancora un dubbio da sciogliere, vasca industriale o artigianale?
La Juwel ha nella sua linea il Rio 450, lungo proprio 150cm. Cmq dopo molti ripensamenti optai per l'artigianale, dalle seguenti dimensioni:
lu 160 cm, la 50 cm, h 60 cm (riempibile sino a 50) senza coperchio, quindi un 400 litri lordi, poiché tenendo conto dello spessore dei cristalli, 12 mm si scende a 374 litri.
Feci inserire anche un filtro interno, il classico "biologico" occupante circa 40 litri.
Se qualcuno mi chiedesse, ma sei soddisfatto dell'artigianale piuttosto che l'industriale, non saprei che rispondere, non è che sia rimasto troppo soddisfatto della realizzazione.

Passando alle specifiche tecniche eccovi i gli elementi:
pompa Sicce da 1.350 l/h, regolata a una una portata d’acqua misurata di circa 600 litri orari;
illuminazione Aquatlantis Easy LED Universal lunga 1.450 mm da 72 w e con 6.257 lumen (un vero e proprio salasso).

Il 24 novembre 2018, finito l'allestimento e introdotta l’acqua con aggiunta di acqua proveniente dall’altro acquario ospitante i pesci rossi, introdussi le piante, Limnophila sessiliflora, Egeria Densa e Hygropila Corymbosa; tutte piante decisamente robuste.
La temperatura dell’acqua fluttuava intorno ai 20 C.
Dopo una settimana le Diatomee (alghe tipiche degli acquari non ancora maturi) incominciavano a farsi notare. Il decimo giorno era una vera invasione, d’altronde, acqua durissima e pH alle stelle (8,5) era facile immaginare qualche problemuccio. In ogni caso, anche nella vecchia vasca il pH è sempre stato intorno agli 8.
Così, come prevedibile, le piante non sembravano crescere bene.

E, diciamolo, un po’ incoscientemente, dopo neanche due settimane, il 7 dicembre, trasferivo i tre pesci rossi nella nuova vasca e così riuscivo ad ottenere lo “splendido” risultato dell’acqua lattiginosa. Cmq, con un piccolo cambio d’acqua il problema rientrava in un paio di giorni e grazie all’appetito dei pesci anche le Diatomee venivano drasticamente ridimensionate.
Non mi offendo, il risultato estetico è decisamente scadente, ma il peggio dovuto alla mia scelleratezza doveva ancora venire.
8r.jpg
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Messaggio di ecannoni » 04/04/2019, 21:25

Visto che con la nuova vasca più che raddoppiavo lo spazio acquatico a disposizione dei miei amici, l’8 dicembre 2018 acquistavo due Cometa.
9r.jpg
Il bianco e rosso è lungo sui 10 cm con bellissime “labbra” rosse, mentre l’altro, che ha due macchioline nere sugli opercoli branchiali e sui 11-12 cm (senza coda).
Per sicurezza vennero alloggiati nel vecchio acquario che in questo caso fungeva da vasca di quarantena. Ma quello spirito un po' autodistruttivo che alberga nel cuore di alcuni acquariofili mi "costringeva" a venir meno alle più elementari regole del buon senso.
Tenendo conto che avevo introdotto nel vascone i "vecchi rossi" ben prima di una reale maturazione dell'acquario, cosa facevo? Invece di tenere i nuovi ospiti in quarantena per almeno 30 giorni (dovrebbero essere 40) li spostavo nella vasca nuova il 22 dicembre, dopo soli 15 giorni.
Inizialmente i 2 nuovi pesciolini si sono ben integrati con i “vecchi” inquilini. Mi sento anche quasi sicuro di poter affermare che labbra rosse, visto il comportamento dei due maschi, sia una femmina.
10r.jpg
Ma una bella sera, anzi brutta, non era passata neanche una settimana dall'introduzione dei nuovi ospiti nel vascone, mentre guardavo un po’ sovrappensiero i miei pescioni, ho notato qualcosa che non quadrava. Ho scacciato via il torpore dalla mia mente e guardando con attenzione, orrore, come dal nulla facevano la loro comparsa degli aloni bianchi sul dorso dei due vecchi maschi.
Chilodonella.jpg
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Messaggio di ecannoni » 08/04/2019, 20:03

Attenzione, a occhio le macchie bianche non erano così ben definite come nella foto.
Cmq, anche l'altro "vecchio" maschio ne era afflitto, e per quel che riguada il terzo membro degli ospiti iniziali, una femmina, per quanto molto tenuamente, anch'essa mostrava qualche "segno".
Incredibilmente i due nuovi ospiti, a mio avviso i portatori del morbo, non mostravano nessun sintomo e posso già anticipare che non ne avrebbero mostrati neanche in seguito.
Ritornando ai malati, in particolar modo al maschio della foto, questi si strofinava contro le pareti della vasca con insistenza, la pinna dorsale era tristemente ammainata e a volte addirittura rimaneva per lunghi secondi in verticale a testa in giù.
Consultando Internet mi feci l'idea che fossero afflitti da un parassita della pelle e delle branchie, il protozoo denominato Chilodonella. Esclusi l’Ictioftiriasi.

Sarei curioso di sapere da voi se ci avevo azzecato con la mia diagnosi.

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Messaggio di lauretta » 09/04/2019, 6:09

ecannoni ha scritto: mi feci l'idea che fossero afflitti da un parassita della pelle e delle branchie, il protozoo denominato Chilodonella. Esclusi l’Ictioftiriasi.
Dal comportamento, sicuramente erano parassiti. E di certo non ictio, visto l'aspetto in foto. Ma non so dirti con certezza se si trattasse di chilodonella :-?
Se vuoi approfondire potresti aprire un topic in Acquariologia Generale ;)

Comunque, riguardo la quarantena, l'unica cosa che avrei fatto di diverso è un bagnetto nel sale per i nuovi ospiti, prima di introdurli in acquario. Più a scopo precauzionale che altro :-?? anche perché se non si identifica un parassita non si sa neanche con quanto sale trattarlo :-?

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i pignoli salveranno il mondo!! ... in ritardo ... :-!!!

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Messaggio di ecannoni » 15/04/2019, 11:43

Ovviamente avevo già smontato il vecchio acquario, quindi dovetti rimontarlo in tutta fretta per allestire nuovamente una vasca di quarantena, e così il tardo pomeriggio del 29 dicembre introducevo i due maschi nella vasca di quarantena riempita con 40 litri di acqua “fresca” (a riposo dal giorno prima) e una 15 provenienti dal vascone principale.
Vista l’importanza di tenere l’acqua di superfice bene in movimento, per rendere difficile il nuoto dei parassiti, ho aperto al massimo il diffusore dell’aria del filtro Askoll. Le indicazioni suggerivano di non mettere i materiali filtranti nel filtro, ma non me la sono sentita di tenere tre pesci di oltre 15 cm in un cinquantina di litri d’acqua senza alcun filtraggio.
Come consigliato non ho acceso l’impianto d’illuminazione.
Ho letto consigli anche in merito all'innalzamento della temperatura, ma non mi hanno convinto, quindi non ho azionato nessun riscaldatore lasciando la temperatura intorno ai 19°.
Per quel che riguarda le medicine è stata dura; l’unico medicinale vagamente compatibile con la malattia che sono riuscito a trovare è stato il Faunamor, che ho introdotto nella vasca nella dose consigliata dal bugiardino.

Il giorno dopo notavo che anche la femmina aveva una leggera velatura bianca e quindi introducevo anche la femmina nella vasca di quarantena. Somministravo la seconda dose di Faunamor, senza nutrire gli animali.

Il 31 non somministravo medicinale e nutrivo i pesci, Nel frattempo, in più passaggi, aggiungevo altra acqua arrivando a un totale di 90 litri.

Il primo gennaio somministravo una leggera dose di Faunamor. I pesci sembrerebbero stare meglio.

3 gennaio, porto l’acqua a 100 litri e pur sostituendo circa 15 litri d’acqua quasi tutti i giorni i nitriti si attestano intorno a 0,3 mg/litro. Le macchie sembrerebbero essere scomparse, l’unico problema è che il maschio con la coda bianca, non quello della foto, continua a perdere squame e ha un taglio nella coda.

4 gennaio aggiungo 25 g di sale fino non iodato. E’ vero, trattasi di una quantità minimale, ma non ho il coraggio di aumentare la dose. Pur non avendo macchie o puntini, con un buon appetito e senza respiro affannoso si strofinano contro il vetro.

5 gennaio, dopo il cambio d’acqua messe altre 20 gocce di Faunamor. I pesci non si grattano.

7 gennaio, portato il litraggio a 110 litri e aggiunti altri 60 g di sale, dopo l’ormai giornaliero cambio d’acqua di 15 litri. I tre Carassius sembrano stare meglio.

12 gennaio, immessi 150 g di sale nella vasca di quarantena e dopo una mezzoretta i tre “rossi” tornano nel vascone principale. Onestamente non sono sicuro che siano guariti, anzi, in particolar modo “Coda bianca” manca di molte scaglie e ha un comportamento non proprio convincente.
Cmq tutti e 5 i pesci sono molto vivaci, mangiano con appetito e sembrano amare la reciproca compagnia.

Indirizzi di un sito con indicazioni interessanti sulle malattie:
http://www.lagazzettadellekoi.it/nishik ... sale-nacl/
http://www.lagazzettadellekoi.it/il-pon ... -del-sale/

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