etica in acquariologia

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Messaggio di gem1978 » 02/01/2018, 17:37

Negli ultimi giorni ho letto in alcune discussioni e partecipato in altre dove l'attenzione si è spesso spostata sull'etica e l'opportunità di alcune selezioni ittiche.
Solitamente il primo pensiero va ai Betta ma chiaramente non è l'unica specie interessata.

Dico la mia: generalmente dove c'è l'interesse economico l'etica è messa da parte, ed aggiungo, senza se e senza ma.

E questo è però il (mio) punto di partenza...perchè nel corso di una discussione, dopo l'intervento di @Steinoff, ho proposto una provocazione:
gem1978 ha scritto:L'uomo è riuscito, grazie all'evoluzione e le capacità di adattamento, a piegare la natura, in certi limiti, al proprio controllo. Perchè questo non può essere considerato una delle facce delle conseguenze della selezione naturale? 
Resti inteso che è una provocazione, io ho un'altra idea ma non mi sento di escludere a priori altre posizioni
Poi @Dandano ha chiesto un chiarimento e sono partito col pippotto semi filosofico :
gem1978 ha scritto:mi riferivo al fatto che l'uomo ha la capacità di intervenire sul corso della natura e che questa capacità viene dalla selezione naturale che l'homo sapiens ha superato in decine di millenni. Quindi il collegamento è: se la selezione naturale ha portato il genere sapiens a capire come controllare, in parte, la natura allora anche questo intervento dell'uomo sulla natura fa parte della selezione naturale. 
Però per me finisce qui. Resta una provocazione che, secondo me, anche con lunghe discussioni filosofiche non porterebbe a nessuna soluzione
...larga è la foglia, stretta la via
Dite la vostra che ho detto la mia... :D
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Messaggio di Dandano » 02/01/2018, 17:51

Partendo dal presupposto che la selezione naturale non è quello operata dall'uomo.
Quella dei Betta non è nemmeno la punta dell'iceberg, la domesticazione e quindi la selezione degli animali è iniziata nel neolitico circa.
I principali mammiferi da allevamento o compagnia non somigliavano molto a quelli attuali e questa selezione non è stata applicata solo al regno animale ma anche a quello vegetale, basti pensare che il mais ancestrale era minuscolo ora una pannocchia arriva tranquillamente a 20 cm.
C'è da dire che queste selezioni comunque non sono state fatte in un laboratorio ma sono state fatte forzando mutazioni che sono avvenute in natura. Un esempio è quella delle spighe di grano, l'uomo primitivo si accorse di una particolare varietà che non faceva cadere i semi rendendone possibile la raccolta e inizio a seminare quella a discapito dell'altra forma selvatica. Con i betta è andata più o meno cosi.
Il problema di queste selezioni è che sono sempre state fatte a vantaggio dell'uomo e mai della natura.
Ma tornando ai betta il discorso era saltato fuori parlando di ibridazioni tra specie. Quindi è più etico mantenere una linea pura o ibridarne una con lo scopo di crearne una più resistente e quindi più adatta alla sopravvivenza? Ricordiamoci che lo scopo di ogni essere vivente è quello. Non sarebbe forse egoistico cercare di conservare una specie pura solo per il piacere di poterla ancora ammirare o collezionare?

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Messaggio di Steinoff » 02/01/2018, 18:05

Bella discussione ragazzi :-bd
Dandano ha scritto: Quindi è più etico mantenere una linea pura o ibridarne una con lo scopo di crearne una più resistente e quindi più adatta alla sopravvivenza? Ricordiamoci che lo scopo di ogni essere vivente è quello. Non sarebbe forse egoistico cercare di conservare una specie pura solo per il piacere di poterla ancora ammirare o collezionare?
Io penso che la "specie pura" sia il frutto attuale di un'evoluzione continua e naturale, operata nel tempo attraverso la selezione naturale degli esemplari con le caratteristiche piu' resilienti. Quello che opera l'uomo non e' mai questo... :-??
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Messaggio di Otaku » 02/01/2018, 18:13

gem1978 ha scritto: Negli ultimi giorni ho letto in alcune discussioni e partecipato in altre dove l'attenzione si è spesso spostata sull'etica e l'opportunità di alcune selezioni ittiche.
Solitamente il primo pensiero va ai Betta ma chiaramente non è l'unica specie interessata.

Dico la mia: generalmente dove c'è l'interesse economico l'etica è messa da parte, ed aggiungo, senza se e senza ma.

E questo è però il (mio) punto di partenza...perchè nel corso di una discussione, dopo l'intervento di @Steinoff, ho proposto una provocazione:
gem1978 ha scritto:L'uomo è riuscito, grazie all'evoluzione e le capacità di adattamento, a piegare la natura, in certi limiti, al proprio controllo. Perchè questo non può essere considerato una delle facce delle conseguenze della selezione naturale?
[...]
E' a tutti gli effetti una conseguenza della selezione naturale, ma, attenzione: la selezione naturale ci ha dato anche la facoltà di interrogarci su quello che facciamo. E gli esemplari più in gamba di ominidi hanno anche la capacità di rinunciare a una gratificazione immediata in vista di un bene maggiore più in là nel tempo.
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Dandano (02/01/2018, 18:17)

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Messaggio di Dandano » 02/01/2018, 18:15

Steinoff ha scritto: Quello che opera l'uomo non e' mai questo...
Non sempre, un esempio sono gli accoppiamenti degli ultimi condor nello zoo di San Diego e Los Angeles, sono accoppiamenti pilotati, esiste una mappa genetica di ogni individuo e la scelta delle coppie è affidata ad un software in grado di massimizzare la ricchezza genetica della prole per meglio preservare la specie.
Questa non credo si possa dire selezione naturale ma io non me la sentirei comunque di condannarla.
Steinoff ha scritto: Io penso che la "specie pura" sia il frutto attuale di un'evoluzione continua e naturale, operata nel tempo attraverso la selezione naturale degli esemplari con le caratteristiche piu' resilienti
Molto probabilmente questa specie è frutto di altre ibridazioni, naturali ma pur sempre ibridazioni. Per questo non me la sento di condannare l'accoppiamento tra specie diverse.
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Messaggio di Dandano » 02/01/2018, 18:17

Otaku ha scritto: E' a tutti gli effetti una conseguenza della selezione naturale, ma, attenzione: la selezione naturale ci ha dato anche la facoltà di interrogarci su quello che facciamo. E gli esemplari più in gamba di ominidi hanno anche la capacità di rinunciare a una gratificazione immediata in vista di un bene maggiore più in là nel tempo.
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Esattamente. l'etica nasce nel mondo in cui siamo arrivati a renderci conto di avere questo potere sulle forme di vita che ci circondano. Ma resta difficile capire cosa sia più eticamente giusto. Salvaguardare le specie pure? Combattere le ibridazioni?
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Messaggio di Steinoff » 02/01/2018, 18:21

Dandano ha scritto: Questa non credo si possa dire selezione naturale ma io non me la sentirei comunque di condannarla.
Non e' selezione o evoluzione in effetti, ma conservazione della specie in via di estinzione ;)
Dandano ha scritto: Molto probabilmente questa specie è frutto di altre ibridazioni, naturali ma pur sempre ibridazioni. Per questo non me la sento di condannare l'accoppiamento tra specie diverse.
Selezione ed evoluzione avvengono anche tramite ibridazioni, certo, ma intanto devono necessariamente essere tra esemplari che coabitano nella stessa zona e che hanno probabilita', seppur remote, di incontrarsi. In seconda battuta deve essere funzionale all'introduzione di elementi che permettano una migliore adattabilita' alle condizioni dell'habitat naturale :-??
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Messaggio di gem1978 » 02/01/2018, 18:25

Steinoff ha scritto: Quello che opera l'uomo non e' mai questo...
Prendo spunto...
Io penso che la selezione naturale e la selezione dell'uomo possano essere comparate se, e solo se, quella fatta dall'uomo abbia uno scopo di "sopravvivenza".

Mi spiego rifacendomi a
Dandano ha scritto: l'uomo primitivo si accorse di una particolare varietà che non faceva cadere i semi rendendone possibile la raccolta e inizio a seminare quella a discapito dell'altra forma selvatica.
Questo tipo di selezione ha uno scopo legato alla sopravvivenza di una specie (homo sapiens) e quindi secondo me è frutto di quella consecuzione
gem1978 ha scritto: se la selezione naturale ha portato il genere sapiens a capire come controllare, in parte, la natura allora anche questo intervento dell'uomo sulla natura fa parte della selezione naturale. 
Ed è per me giustificata.

Non lo è invece la selezione, restando sempre in ambito vegetale, fatta fare da un re Luigi Xqualcosa che fece selezionare dai suoi giardinieri la carota di colore arancione a sfavore di quella viola (originaria) meramente per un gusto estetico. Tra l'altro portando quasi all'estinzione della carota viola che tra l'altro ha valori nutritivi superiori rispetto a quella arancione.

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Messaggio di Dandano » 02/01/2018, 18:30

Steinoff ha scritto: Non e' selezione o evoluzione in effetti, ma conservazione della specie in via di estinzione
Secondo la selezione naturale questi animali sarebbero già estinti. è qui che entra in gioco l'etica, io anche sono per la conservazione delle specie.
Ma non riuscirei a indignarmi per un incrocio per esempio tra un imbellis e uno smaragdina o tra un endler e un guppy.
Mi è chiaro che sia un peccato lasciar sparire una specie e credo che la mappatura genetica del condor sia una gran figata, ma se a casa mia dovessi fare un incrocio del genere non credo succederebbe nulla di grave.
Allo stesso modo apprezzo particolarmente gli allevatori che cercano di mantenere una linea pura.
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Messaggio di cicerchia80 » 02/01/2018, 18:35

Seguo...ragà occhio che non amo i flame ;)

Per ora abbiamo citato tutto...della carota viola e arancione non lo sapevo :))
Riguardo al nostro mondo dico solo:
Beh...quando uno comincia è perchè ha visto un pesciolino colorato il più delle volte :-??
Diciamo che la passione per le forme naturali viene dopo,quando cominciano ad interessarti più le dinamiche che l'estetica
'effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi, a torto, esperti in materia.

...è sempre solo per te

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