Diverse varietà di Vallisneria: come curale al meglio?

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Diverse varietà di Vallisneria: come curale al meglio?

Messaggio di Robertina » 18/11/2013, 15:36

Ciao! apro qui una nuova discussione per capire un po' meglio come "trattare" con questa famiglia, con la quale non ho molta esperienza: nel mio 80L ho provato due volte a coltivare la V. tortifolia, ma in entrambi i casi dopo poche settimane le foglie erano totalmente marcite e della pianta non restava nulla.
I valori dell'acqua sono di pH 6.8 (al primo tentativo lo tenevo più bassino, intorno a 6.2), KH 3-4° (al primo tentativo era sui 2,5°), nitrati sempre intorno a 10-15 ppm, fertilizzavo la prima volta con il protocollo Seachem avanzato sovradosato (avevo altrimenti carenze di ferro e potassio su Rotala e Hygrophila), la seconda volta sempre seachem ma protocollo base leggermente sottodosato (le piante erano passate da piuttosto esigenti a piante praticamente coltivabili senza fertilizzante, come Microsorum e Ceratophyllum). Ho sempre erogato CO2.
Ho letto che le Vallisneria sono facilmente coltivabili in ampi range di valori, ma i miei insuccessi mi fanno venire il sospetto che prediligano condizioni diverse da quelle dell'acquario in cui ho provato a inserirle...
Dato che a fine settimana riproverò a inserire una Valli nell'80L (stavolta V. spiralis), vorrei chiedere voi con quali range di valori riuscite a coltivare bene quest' essenza, che, quando cresce come deve, è davvero spettacolare!
Ultima modifica di Rox il 18/11/2013, 19:12, modificato 3 volte in totale.
Motivazione: Modificato il titolo, non si può mettere in plurale il nome di una specie.

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Re: Diverse varietà di Vallisneria: come curale al meglio?

Messaggio di Rox » 18/11/2013, 19:20

Le Vallisneria si alimentano soprattutto dal fondo.
Con un terreno inerte si trovano a mal partito, ma capisco che gli Astronotus non consentono di avere il terriccio.

Inoltre, quando una foglia viene interrotta, perché potata o morsa da un pesce, marcisce tutta fino alla base.

Per finire, credo che nelle varie specie abbiano colonizzato tutto il pianeta... tranne l'Amazzonia.
Non sono piante da KH 3 e da pH 6.2.
Pensa che in Australia si trovano perfino in zone salmastre... in Natura, nessuna Vallisneria ha mai visto un Pleco o un Oscar.
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Re: Diverse varietà di Vallisneria: come curale al meglio?

Messaggio di Robertina » 18/11/2013, 19:27

Ma io ho visto gente che le coltivava senza problemi in vasche con fondo inerte, senza CO2 nè fertilizzante in colonna....e andavano che era un piacere....io le avevo messe in un fondo inerte, è vero, ma integrato con pastiglie fertilizzanti, non venivano morse da pesci (nell'80L nessuno tocca le piante x fortuna), avevano CO2 e fertilizzanti in colonna....eppure un disastro! per questo mi domandavo se fosse possibile un problema di valori...e per questo chiedevo esperienze di coltivazione!
Addirittura la ragazza che mi darà la spiralis venerdi non sa nemmeno quali siano i valori della sua vasca, il fondo è inerte, non eroga CO2 e solo da poco ha iniziato a fertilizzare in modo blando in colonna....eppure ho visto le foto delle piante e sono uno spettacolo! perchè a me no? X(

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Re: Diverse varietà di Vallisneria: come curale al meglio?

Messaggio di Rox » 18/11/2013, 19:55

Robertina ha scritto:non eroga CO2 e solo da poco ha iniziato a fertilizzare in modo blando in colonna...
Io non ho parlato di CO2, e nemmeno di fertilizzazione in colonna.
Se un po' di nutrienti, come è normale che sia, filtrano attraverso il ghiaietto, la Vallisneria se li prende.
Ma "andavano che era un piacere" è una frase che va interpretata.

Chi l'ha provata sul terriccio fertile, ha riallestito tutto l'acquario dopo sei mesi... non riusciva più a tenerla.
In quei casi non si parla più di crescita rapida, ma di infestante.

Difficilmente un acquariofilo ritorna alla Vallisneria, dopo una simile esperienza.
Ricordo che ci facevamo le battute: "Se la conosci, la eviti!" :D

Nel tuo caso, è probabile che i tuoi valori amazzonici, abbinati al fondo inerte, le impediscano di attecchire.

Comunque, quando una pianta a stolone si trova in un nuovo ambiente, spesso lascia marcire le foglie vecchie per poi generarne di nuove, che crescono già adattate.
Le Cryptocoryne sono famose, per questo. Forse è ciò che è capitato a te con la Valli.
La prossima volta lasciala lì, anche se marcisce.
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Re: Diverse varietà di Vallisneria: come curale al meglio?

Messaggio di Robertina » 18/11/2013, 20:12

ahahahah, allora, "andavano che era un piacere" era x dire che davano soddisfazioni (se vuoi la valli stile giungla apprezzi l'infestazione, diciamo) con poco costo, nel senso che due ciuffi buttati li sono cresciuti abbondantemente senza praticamente dar loro nulla....io amo le vasche giungla, quindi per me la pianta che metto in un angolo e me la ritrovo spuntare un metro più in la è tanto love!
Quando sono marcite le piante non le ho tolte subito, proprio nella speranza di vedere, prima o poi, una fogliolina nuova rispuntare....dopo circa un paio di mesi ho rinunciato a questa speranza :(
io parlavo anche di CO2, perchè comunque per far crescere bene una pianta serve un equilibrio tra nutrienti (fertilizzanti e CO2) e luce, altrimenti un eccesso o una carenza di una componente crea un ambiente inidoneo alla crescita della pianta, magari favorendo quella algale...

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Re: Diverse varietà di Vallisneria: come curale al meglio?

Messaggio di Rox » 19/11/2013, 1:07

Robertina ha scritto:io parlavo anche di CO2, perchè comunque per far crescere bene una pianta serve un equilibrio tra nutrienti
Una volta ci avevo scritto un articolo, piuttosto leggero e divertente... quasi quasi lo riscrivo! :D
Comunque, la Vallisneria non richiede CO2, per due motivi:
  • Le sue foglie lunghissime si adagiano orizzontalmente in superficie, dove hanno ben 380 ppm di CO2 provenienti dall'aria.
  • Parliamo di una pianta a cui si dovrebbe dare il napalm per fermarla, non la CO2 per alimentarla.
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Re: Diverse varietà di Vallisneria: come curale al meglio?

Messaggio di Uthopya » 19/11/2013, 1:10

Rox ha scritto:.
Parliamo di una pianta a cui si dovrebbe dare il napalm per fermarla, non la CO2 per alimentarla.
Permettimi di dissentire su questa frase =))
In allestimenti specifici la "Valli" è l'unica nota di verde obbligata e possibile...e in queste condizioni è stupenda perché non fà disastri con le altre piante (che comunque non sopravviverebbero ai valori in cui sopravvivono loro....) ;)
Sono responsabile di quel che dico, non di quel che ne fai tu delle mie parole!
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Re: Diverse varietà di Vallisneria: come curale al meglio?

Messaggio di Rox » 19/11/2013, 1:29

Uthopya ha scritto:e in queste condizioni è stupenda perché non fà disastri
Io non discuto i gusti estetici, e nemmeno i "disastri" che produce sulle altre piante.
Dico solo che alle giuste condizioni è tremendamente invasiva. Tende a diventare incontrollabile.
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Re: Diverse varietà di Vallisneria: come curale al meglio?

Messaggio di Robertina » 19/11/2013, 8:50

per quello non è un problema, io però avevo provato a coltivare vallisneria tortifolia, che raggiungendo max i 30cm di altezza non può utilizzare la CO2 ambientale! la gigantea che inserirò nel 300L sicuramente non avrà queste esigenze e la CO2 verrà comunque erogata per le altre piante (epifite) che inserirò, per mantenere i valori di pH leggermente acidi x i pesci e (non so se vi sia un fondo di verità in questo) ho notato che il pH acido, al di la della presenza o meno di piante, contrasta la crescita algale, infatti nel 300L dove il pH si è stabilizzato naturalmente dopo anni a valori estremamente bassi, non c'è pressochè traccia di alghe nonostante la totale assenza di piante e i valori di nitrati elevati...

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Re: Diverse varietà di Vallisneria: come curale al meglio?

Messaggio di Rox » 19/11/2013, 12:20

Robertina ha scritto:ho notato che il pH acido, al di la della presenza o meno di piante, contrasta la crescita algale
Lo credevo anch'io, ma non è così.
Dipende dalla specie.

Comunque, è un eccellente argomento per un nuovo topic, se ci vogliamo fare una chiacchierata. :-bd
Questo lo hai intitolato alla Vallisneria, e per le alghe abbiamo pure una sezione apposta.
Robertina ha scritto:valori di pH leggermente acidi x i pesci e (non so se vi sia un fondo di verità in questo)
C'è ben più di "un fondo di verità".
Si chiama osmoregolazione, ed è un fenomeno biochimico importantissimo, da cui dipendono il 90% dei successi e dei fallimenti, sia per le piante che per i pesci.
Ma anche questo argomento merita un topic dedicato. ;)
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